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Damien ComolliGetty Images

I motivi della nuova rivoluzione alla Juventus: Comolli lascia dopo un anno, dagli errori sul mercato ai contrasti con Spalletti

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Un'altra rivoluzione alla Juventus.

Dopo una sola stagione lascia Damien Comolli che viene sostituito da Giovanni Carnevali nel doppio ruolo di amministratore delegato e direttore generale.

Il dirigente francese paga in prima persona la mancata qualificazione della Juventus in Champions League. Ma soprattutto alcuni clamorosi errori di valutazione in fase di mercato.

Nella scelta finale potrebbero aver pesato anche i recenti contrasti tra Comolli e Spalletti, ovvero l'allenatore scelto direttamente da John Elkann per ricostruire la Juventus.

  • IL PRIMO ANNO ALLA JUVENTUS

    Damien Comolli è stato nominato amministratore delegato della Juventus solo da pochi mesi, precisamente a novembre 2025.

    Il dirigente francese ha così sostituito Maurizio Scanavino, che aveva ricoperto la carica nell'ultimo triennio dopo l'addio di Andrea Agnelli e della vecchia dirigenza.

    Comolli fa parte dunque del Consiglio di Amministrazione della Juventus e sembrava godere della massima fiducia di John Elkann, che aveva affidato a lui la ricostruzione dopo la rottura con Cristiano Giuntoli.

    Lo scorso giugno infatti era stato indicato come direttore generale e c'è proprio Comolli dietro le principali scelte di mercato operate dalla Juventus in estate.

  • UN MERCATO SBAGLIATO

    Proprio il mercato sarebbe tra i principali capi d'accusa nei confronti di Comolli, che dopo la mancata qualificazione alla prossima Champions League è stato chiamato a rispondere delle sue scelte.

    Pesa soprattutto il clamoroso flop di Lois Openda, acquistato nelle ultimissime ore dopo il fallimento della trattativa col PSG per riportare Randal Kolo Muani a Torino. Un flop che costerà alla Juventus più di quaranta milioni di euro.

    Non ha pagato neppure l'ingaggio di Jonathan David, anche se almeno in questo caso il canadese è arrivato a parametro zero e dunque dalla sua eventuale cessione sarà possibile ottenere una cospicua plusvalenza.

    Tra i giocatori arrivati in estate Joao Mario è stato ceduto già a gennaio in prestito al Bologna, mentre Zhegrova (pagato 14 milioni al Lille dopo un lungo stop causa pubalgia) non ha praticamente mai giocato titolare e non ha segnato goal o fornito assist.

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  • I CONTRASTI CON SPALLETTI

    Certo l'addio di Comolli dopo dodici mesi stupisce, ma neanche più di tanto.

    Di certo la mancata qualificazione in Champions League ha portato a serie riflessioni anche sulla figura dell'amministratore delegato che potrebbe essere il primo a pagare. Ma non l'unico.

    I punti fermi si chiamano invece Giorgio Chiellini e Luciano Spalletti: il primo avrà sempre più voce in capitolo anche nelle scelte sportive, mentre il secondo è rimasto saldamente sulla panchina bianconera anche senza quarto posto.

    Toccherà a loro insomma ricostruire una Juventus in grado di tornare davvero a competere ad alti livelli. E proprio per questo i recenti contrasti col tecnico rischiano di pesare sulla scelta di allontanare subito Comolli.

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  • BIG A RISCHIO CESSIONE

    Di certo una decisione andava presa anche perché la Juventus deve programmare la prossima stagione senza gli introiti della Champions League. Cosa che porterà a qualche doloroso sacrificio.

    Tra i principali indiziati ci sono Andrea Cambiaso, Gleison Bremer e Khephren Thuram. Ma occhio anche alla situazione di Francisco Conceiçao che piace molto in Premier League.

    La Juventus invece ha blindato Kenan Yildiz dopo il recente rinnovo: il turco sarà l'uomo intorno al quale ricostruire un gruppo vincente.

    Tanti i movimenti previsti anche in entrata, dall'attacco alla difesa: Sorloth e Kolo Muani restano i principali obiettivi della Juventus, che per il reparto arretrato valuta Kim, Lucumi e Muharemovic.

    In porta invece, dopo il no del Liverpool per Alisson, sono stati intensificati i contatti per il Dibu Martinez.

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