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ACF Fiorentina v Torino FC - Serie A 2026/27Getty Images Sport

Grosso alla Fiorentina come Giampaolo alla Cremonese: ma ha davvero senso esonerare un allenatore così presto?

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Serie A o Serie B poco cambia. Il calcio italiano non perde una cattiva (?) abitudine, ovvero quello di cambiare l'allenatore alle primissime difficoltà.

Nei giorni scorsi era ad esempio accaduto alla Cremonese, dove Marco Giampaolo è stato sollevato dall'incarico poche ore dopo aver peraltro vinto contro il Parma conquistando la qualificazione al turno successivo di Coppa Italia.

Poi è toccato a Fabio Grosso. L'ex tecnico del Sassuolo, scelto solo poche settimane fa per aprire un nuovo ciclo alla Fiorentina, è stato esonerato per incomprensioni con la squadra e tensioni con Paratici.

Ma è davvero la scelta giusta cambiare allenatore così presto?

  • I MOTIVI DELL'ESONERO DI GIAMPAOLO

    Partiamo dal caso di Marco Giampaolo, che peraltro in carriera aveva già perso la panchina dopo una vittoria.

    Nell'ottobre 2019, quando era l'allenatore del Milan, venne sollevato dall'incarico nonostante il successo ottenuto contro il Genoa e tre mesi in cui il feeling con l'ambiente non era mai nato.

    Questa estate la Cremonese aveva deciso inizialmente di confermare Marco Giampaolo, che era subentrato al posto di Davide Nicola la scorsa stagione senza riuscire ad evitare la retrocessione in Serie B. Evidentemente senza troppa convinzione.

    Sono infatti bastate due sconfitte di fila in campionato per decidere di procedere con l'esonero. Una decisione presa già prima della vittoria in Coppa Italia contro il Parma.

  • LA SCELTA SU GROSSO

    Ancora più clamoroso, se possibile, è stato l'esonero di Fabio Grosso da parte della Fiorentina.

    Il tecnico, reduce da un paio di ottime stagioni sulla panchina del Sassuolo, era stato scelto da Fabio Paratici per aprire un nuovo ciclo.

    Tra i due però la scintilla non è mai scoccata. E proprio le divergenze nate sulla gestione tattica della squadra e alcune scelte di mercato hanno portato alla rottura.

    Anche perché i risultati delle prime tre giornate di campionato sono stati disastrosi: tre sconfitte, nove reti subite e solo una segnata.

    Male, anzi malissimo considerati anche i 130 milioni di euro investiti per rinforzare la rosa nonostante la cessione di Moise Kean al Como.

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  • A VOLTE SERVE PAZIENZA

    Ma è davvero giusto esonerare un allenatore così presto?

    La storia dice che a volte serve avere maggiore pazienza per ottenere i risultati sperati. Il caso più noto riguarda Massimiliano Allegri, che nella stagione d'esordio in Serie A sulla panchina del Cagliari perse le prime cinque partite. L'allora presidente Cellino decise di confermargli comunque la fiducia e alla fine i sardi chiusero il campionato addirittura al nono posto tanto che Allegri conquistò la Panchina d'Oro.

    Lo stesso Allegri partì malissimo anche nella stagione 2025/16 quando allenava la Juventus. Soltanto dodici i punti raccolti nelle prime dieci giornate. Poi la clamorosa rimonta con venticinque vittorie e un solo pareggio che avrebbe portato i bianconeri a proseguire l'incredibile ciclo di Scudetti consecutivi.

    E che dire di Gasperini? La sua avventura all'Atalanta era iniziata malissimo con quattro sconfitte in cinque giornate nel settembre 2016. Al termine della stagione sarebbe però arrivato uno storico quarto posto da cui è di fatto cambiata la storia della Dea, oggi ormai stabilmente in zona Europa.

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