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FC Internazionale v Hellas Verona FC - Serie AGetty Images Sport

Dimarco senza peli sulla lingua: "MVP della Serie A? Lo dedico a chi diceva che ero un giocatore finito"

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Federico Dimarco, fresco di Scudetto e di Coppa Italia vinte con l'Inter, ha parlato in esclusiva a Sky Sport Insider.

L'esterno nerazzurro è stat protagonista di una stagione strepitosa impreziosita dall'impressionante score di 7 gal e 18 assist in Serie A.

Di seguito ecco le sue dichiarazioni.

  • "MIGLIOR STAGIONE DELLA MIA CARRIERA"

    "Sì, è stata la stagione più bella della mia carriera. Eravamo partiti da una situazione non facile, e raggiungere due trofei come lo scudetto e la Coppa Italia, coronando tutto con il premio MVP, è qualcosa di straordinario che a inizio stagione onestamente non pensavo di poter raggiungere".


  • MVP DELLA SERIE A

    "Io come Cristiano Ronaldo, Dybala, Lukaku, Leao, Kvara, Lautaro, McTominay?Fa un bell'effetto. Perché di solito, a parte l'anno scorso con McTominay, è un premio che viene vinto dagli attaccanti. Vincerlo da esterno di fascia è qualcosa di incredibile.

    Essere il primo italiano a vincerlo è qualcosa che mi riempie di orgoglio, perché giochi nella tua nazione, con la squadra del cuore. Faccio fatica anche a descriverlo. Quando l'ho saputo, ero con i miei amici, mia moglie, i miei figli, siamo esplosi di gioia. È stato un premio che non mi aspettavo, davvero il frutto di tutto il lavoro di questi anni".



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  • "LO DEDICO A CHI MI DAVA PER FINITO"

    "Una dedica? La famiglia fa parte del percorso di ogni giocatore, è la parte più importante perché non c'è solo il campo. E poi, come ho già detto qualche settimana fa, mi piacerebbe dedicarlo a quelle persone che alla fine dell'anno scorso dicevano che ero un giocatore finito.

    Nel senso che dicevano che dovevo essere venduto, che duravo 35 minuti, che non sapevo difendere. Cose che al momento, quando le leggi, fanno male. Però quello che posso dire è che quando entro in campo con questa maglia do sempre più del cento per cento. A volte succede che non fai le prestazioni che vorresti fare"



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  • LA DELUSIONE DELL'ANNO SCORSO

    "Non le cancella, però cerca di ripararle. Perdere la finale di Champions e poi vivere quella stagione lì, arrivando fino all'ultima giornata a giocarsi il titolo e uscendo in semifinale di Coppa Italia, non è stato facile. Ti lascia degli strascichi incredibili. Durante la stagione, alla prima difficoltà, tornano in mente quei momenti. Però questo è stato l'anno della ripartenza. Il gruppo è riuscito a tirare fuori qualcosa di incredibile e il mister è stato importante e una parte fondamentale, soprattutto all'inizio, quando ci ha tirato su di morale.


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  • LA SVOLTA CON CHIVU

    "Le parole che mi ha detto preferisco tenermele per me. Però già al Mondiale per Club in negli Usa mi ha detto subito delle cose forti, perché sapeva che in quel momento avevo bisogno di ritrovare la fiducia che avevo perso. Piano piano, con il lavoro e con quelle parole, sono riuscito a riacquistarla e a fare questa stagione".


  • IL RECORD DI ASSIST

    "Onestamente, durante l'anno, quando mi facevano certe domande sugli assist, rispondevo sempre che l'obiettivo era che portassero a vincere il campionato e la Coppa Italia. Forse non me li sono goduti appieno sul momento. Adesso, a stagione finita, dico a bocce ferme che fa molto piacere. Ma come dico sempre: fare il passaggio è una cosa, il gol si divide a metà. Bisogna avere chi la butta dentro, e io ho la fortuna di avere attaccanti e centrocampisti che sbagliano poco".


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