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AS Roma v ACF Fiorentina - Serie A 2026/27Getty Images Sport

Come la Roma è diventata la prima rivale dell'Inter per lo Scudetto: investimenti mirati, cessioni bloccate e il fattore Gasperini

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Dodici punti su dodici nelle prime quattro giornate (come l'Inter), dodici goal fatti (uno in meno rispetto all'Inter) e migliore difesa del campionato con una rete subita (addirittura cinque in meno dell'Inter).

I numeri sono chiarissimi e dicono che la Roma, oggi, è la rivale più credibile dei campioni d'Italia in carica nella corsa Scudetto.

Certo è prestissimo per dare sentenze anche perché il Como è in crescita. E volendo anche Napoli, Milan e Juventus avrebbero modo e tempo per tornare gioco.

Ma la sfida di sabato pomeriggio all'Olimpico attualmente è il meglio che il calcio italiano possa offrire. Ma soprattutto servirà a dirci quanto sia ancora grande il divario tra Roma e Inter.

  • LE SCELTE DI GASPERINI

    Inutile girarci intorno, l'arrivo di Gasperini ha segnato la vera svolta della Roma.

    Nonostante fosse reduce dal lungo ciclo sulla panchina dell'Atalanta, con cui ha vinto anche una storica Europa League, molti un anno fa di questi tempi ancora si chiedevano se il tecnico fosse davvero l'uomo giusto per una piazza così difficile come quella giallorossa.

    Il carattere spigoloso faceva temere che Gasperini potesse presto andare allo scontro frontale. E invece proprio la capacità di tirare dritto anche quando il vento soffia in direzione contraria è stata la sua grande forza.

    Gasperini non ha avuto paura di scontrarsi con Massara e Ranieri pur di difendere le sue idee. Idee che ha saputo imporre anche sul mercato dove si è opposto alle cessioni, ha chiesto i rinnovi dei senatori e indicato chiaramente le priorità per migliorare la squadra.

    Il lavoro maggiore però è ovviamente quello svolto sul campo. La Roma oggi è un'orchestra quasi perfetta che suona a memoria il suo spartito. Solida dietro, effervescente davanti.

  • LA BANDA DEL SESTO POSTO

    La mano dell'allenatore, come dicevamo, c'è e si vede benissimo. Ma senza il materiale giusto nessun cuoco può cucinare il piatto perfetto.

    Ecco perché Gasperini ha voluto decidere in prima persona chi fare arrivare e soprattutto chi fare restare nella sua Roma.

    Dietro i rinnovi di Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini, ma anche di Gianluca Mancini e Bryan Cristante, c'è la fortissima volontà del tecnico che ha spesso pubblicamente difeso i cosiddetti senatori.

    Il tutto nonostante alcuni tifosi avessero ironicamente ribattezzato gli stessi nella famosa "banda del sesto posto" ricordando in questo modo i piazzamenti ottenuti dalla Roma nelle ultime stagioni.

    Una battuta a cui qualche mese fa ha risposto direttamente Gasperini: "Senza di loro forse il posto sarebbe stato dodicesimo o tredicesimo".

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  • UN MERCATO IMPORTANTE

    E poi ci sono gli investimenti sul mercato che, nonostante i rigidi paletti imposti dall'UEFA alla Roma, sono stati cospicui.

    Quando si parla di nuovi acquisti negli occhi restano soprattutto i goal di Malen. L'olandese è stato sicuramente un'intuizione vincente ma non l'unica.

    Wesley, ad esempio, in un anno è diventato un punto fermo della Roma di Gasperini. Mentre questa estate alla rosa giallorossa sono state aggiunte qualità ed esperienza in abbondanza, con un pizzico di gioventù.

    Certo i passaggi a vuoto sul mercato non sono mancati, da Greenwood a Summerville. Ma alla fine la Roma attuale ha alternative di livello in tutti i reparti.

    E se guardiamo le cifre negli ultimi due anni ha investito circa 211 milioni di euro, più dell'Inter.

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  • STOP ALLE CESSIONI

    Acquistare nel modo giusto è importante, ma anche saper vendere (o non vendere) conta parecchio per ottenere grandi risultati.

    Basti pensare in tal senso al caso di Manu Koné. Il centrocampista francese sembrava dovesse essere necessariamente sacrificato per rientrare nei paletti del Fair Play Finanzario.

    E nelle ultime ore di mercato il Manchester United ha fatto un serio tentativo per strapparlo alla Roma. Tentativo respinto con forza proprio da Gasperini, che ritiene Koné un punto fermo del suo progetto.

    Alla fine così l'estate giallorossa si è chiusa senza cessioni eccellenti: da Svilar a Soulé, passando per Ndicka e lo stesso Koné, tutti sono rimasti a Trigoria.

    Un segnale chiaro di come questa Roma punti almeno a replicare il cammino che nella scorsa stagione le ha permesso di tornare in Champions League. E che oggi fa sognare alla piazza di poter competere davvero con l'Inter per lo Scudetto.

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