E così, Calhanoglu è costretto a sopportare la seconda estate calda di fila della propria carriera. E no, l'argomento non ha a che fare col clima di nuovo torrido di questi giorni.
Ricordate quello che era accaduto un anno fa, più o meno in questo periodo? L'Inter veniva eliminata precocemente dal Mondiale per Club, competizione a cui Hakan non era riuscito a partecipare a causa di un infortunio. E al termine della gara persa contro il Fluminense era Lautaro Martinez a prendere di mira il compagno, pur senza nominarlo.
"Io non voglio perdere - sbraitava l'argentino - Ora voglio dire una cosa: qua bisogna voler restare. Capito? Perché qua si lotta per obiettivi. Il messaggio è chiaro: chi vuole restare resti, chi vuole andare via vada via. Noi qua facciamo di tutto e ho visto tante cose che non mi sono piaciute. Io sono il capitano e voglio continuare a restare in alto. Il messaggio è chiaro. Chi non vuole restare arrivederci".
"Io dico che l'intervento di Lautaro è molto emozionante e significativo - spiegava in seguito il presidente Beppe Marotta - lui è il capitano e vuole senso di appartenenza. Ma io l'ho sempre detto, quando un giocatore dirà di voler andare via, la porta è spalancata. Non l'ha detto lui ma lo dico io, il discorso è riferito a Calhanoglu. Ma non dobbiamo buttare la croce su Calhanoglu, parleremo con lui. Per adesso non ci sono i presupposti per separare le nostre strade, se ci saranno lo faremo senza problemi".