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Hakan Calhanoglu Turkiye 2026Getty Images

Calhanoglu, è un'altra estate calda: dalle polemiche con Lautaro e l'Inter alle critiche dei turchi dopo l'eliminazione

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Hakan Calhanoglu, ormai, è abituato a finire sotto i riflettori. Sia nel bene che nel male. Anche se, in quest'ultimo caso, preferirebbe probabilmente vivere la propria carriera in maniera un pochino più tranquilla.

Solo che non è possibile. Perché Calhanoglu è un campione, e ai campioni si chiede sempre qualcosina in più rispetto alla gente "normale".

Se la tua Nazionale viene precocemente eliminata dai Mondiali dopo aver perso due partite su due, poi, il gioco è fatto: le critiche divengono inevitabii, le polemiche divampano. Ed è proprio quel che sta accadendo in questo momento in Turchia.

  • LE PRESTAZIONI DI CALHANOGLU

    Calhanoglu non ha giocato un Mondiale memorabile: tutt'altro. Anche se evidentemente si trova in buona compagnia, guardando al disastro combinato dalla squadra di Vincenzo Montella.

    Il play dell'Inter è stato in realtà uno dei meno peggio nella gara d'esordio persa contro l'Australia, pur senza brillare particolarmente. Male invece contro il Paraguay, altra partita che la Turchia ha perso dovendo abbandonare il Mondiale addirittura con 90 minuti d'anticipo.

    In generale, Calhanoglu non è riuscito a prendersi sulle spalle la Turchia come il suo popolo avrebbe desiderato. Già durante la stagione aveva sofferto con gli infortuni e pure in Nord America è apparso non brillantissimo.

    "Abbiamo provato di tutto - ha detto Calhanoglu dopo la gara col Paraguay - Tiriamo ma non entra, tiriamo e colpisce il palo, è sfortuna. Loro hanno avuto una sola occasione e hanno segnato. È stata un'esperienza formativa per tutti, dovremmo essere orgogliosi di noi stessi".

  • 하칸 찰하놀루 (Hakan Calhanoglu)Getty Images

    LE CRITICHE DEI CONNAZIONALI

    In Turchia si sta cercando di capire come sia possibile che una delle possibili sorprese dei Mondiali sia già fuori. E la storia dei 65 tiri in due partite tirata fuori da Montella dopo il ko col Paraguay non può bastare.

    Nel mirino sono finiti un po' tutti. Anche Arda Guler, stella del Real Madrid. Anche lo juventino Kenan Yildiz. E anche lui, Calhanoglu.

    "Guler, che gioca nel Real Madrid e ci rappresenta con orgoglio, non dovrebbe assumersi così poche responsabilità - ha detto Nihat Kahveci, ex attaccante della Real Sociedad e della Turchia - Lo stesso vale per Çalhanoglu, che sta brillando all'Inter. Chi avrebbe dovuto assumersi le proprie responsabilità non l'ha fatto".

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  • LA REPLICA DELLA MOGLIE

    Ma Nihat non è il solo ad aver puntato il mirino contro lo scarso rendimento dei simboli turchi, Calhanoglu in primis. Tanto che la moglie del giocatore dell'Inter, Sinem, si è presa la briga di intervenire per difendere il proprio consorte.

    "Come avete dimenticato in fretta... - ha scritto Sinem Calhanoglu sui social - Hakan era il nostro capitano quando ci siamo qualificati ai Mondiali ed è il nostro capitano anche adesso che siamo stati eliminati. Il capitano che prendete di mira oggi è lo stesso capitano di cui eravate orgogliosi ieri".

    "Questa squadra e il suo capitano hanno lottato fino al fischio finale ma questo è il calcio - ha proseguito la moglie di Calhanoglu - a volte le cose non vanno come previsto. È facile assumersi la responsabilità quando si vince e cercare un colpevole quando si perde. Il capitano è sempre lo stesso; è la vostra prospettiva che è cambiata. Criticare oggi ciò che ieri hai applaudito dimostra che voi amate il risultato, non il calcio in sé".

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  • Lautaro Calhanoglu InterGOAL

    ALTRA ESTATE CALDA

    E così, Calhanoglu è costretto a sopportare la seconda estate calda di fila della propria carriera. E no, l'argomento non ha a che fare col clima di nuovo torrido di questi giorni.

    Ricordate quello che era accaduto un anno fa, più o meno in questo periodo? L'Inter veniva eliminata precocemente dal Mondiale per Club, competizione a cui Hakan non era riuscito a partecipare a causa di un infortunio. E al termine della gara persa contro il Fluminense era Lautaro Martinez a prendere di mira il compagno, pur senza nominarlo.

    "Io non voglio perdere - sbraitava l'argentino - Ora voglio dire una cosa: qua bisogna voler restare. Capito? Perché qua si lotta per obiettivi. Il messaggio è chiaro: chi vuole restare resti, chi vuole andare via vada via. Noi qua facciamo di tutto e ho visto tante cose che non mi sono piaciute. Io sono il capitano e voglio continuare a restare in alto. Il messaggio è chiaro. Chi non vuole restare arrivederci".

    "Io dico che l'intervento di Lautaro è molto emozionante e significativo - spiegava in seguito il presidente Beppe Marotta - lui è il capitano e vuole senso di appartenenza. Ma io l'ho sempre detto, quando un giocatore dirà di voler andare via, la porta è spalancata. Non l'ha detto lui ma lo dico io, il discorso è riferito a Calhanoglu. Ma non dobbiamo buttare la croce su Calhanoglu, parleremo con lui. Per adesso non ci sono i presupposti per separare le nostre strade, se ci saranno lo faremo senza problemi".

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  • E IL MERCATO...

    In quell'occasione l'attrito tra Lautaro Martinez e Calhanoglu è poi scoppiato come una bolla di sapone. Il celebre incontro di fine luglio, con tanto di foto postata sui social, ha chiuso il caso.

    Così come si sono smorzate, fino a svanire, le voci su un addio dell'ex rossonero per far ritorno proprio in Turchia: lo voleva il Galatasaray, lo voleva il Fenerbahçe, ma nulla di tutto ciò alla fine si è verificato. Anzi: Calhanoglu è rimasto, ha vinto uno Scudetto da protagonista, ci ha aggiunto una Coppa Italia.

    E ora? Il mercato ha chiamato di nuovo, di nuovo l'Inter ha chiuso le porte. Ma il contratto di Calhanoglu scade pur sempre nel 2027, e a Istanbul sembrano determinati quantomeno a mantenere vivo il sogno di riportarlo a casa. Nonostante le critiche degli ultimi giorni.