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Roma Real Madrid GOAL GFX HDGetty GOAL

Come si spiega Roma-Real Madrid e cosa manca per vincere queste partite (e non perderle)

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Quando Donyell Malen spedisce in rete il pallone del 3-1, più di qualcuno all'Olimpico (e non) ha iniziato a pensare che dopo diversi anni intrisi di "se", "ma" e condizioni varie il destino, il fato legato al calcio, avesse deciso di regalare alla Roma una notte da sogno. E invece no: altra buona dose di delusione in formato sferico.

Degli effetti della sconfitta rifilata dal Real Madrid di José Mourinho si parlerà più avanti, proprio come si fa con gli infortuni gravi, quelli profondi: gli strappi dell'anima vanno valutati attentamente.

Quelli fisici, invece, fanno da sfondo a una partita che i giallorossi di Gian Piero Gasperini erano riusciti a indirizzare e che, poi, è sfuggita di mano proprio come avvenuto contro l'Inter in Serie A. Per questo si può parlare di "recidiva". Per questo la sconfitta contro i Blancos va pesata in maniera approfondita.

  • COSA È ANDATO BENE IN ROMA-REAL MADRID

    Bisogna approfondire anche i lati positivi, altrimenti non avrebbe senso. La doppietta di Donyell Malen risolve alcune questioni legate al "peso offensivo" dello stesso attaccante olandese nelle partite cruciali. Importanti.

    Bisogna tornare ai Mondiali per parlarne, però. A quando l'allora CT dell'Olanda, Ronald Koeman, aveva liquidato il giallorosso sostituendolo contro la Svezia e rifilandogli un secco "Questo è calcio di alto livello" rilasciato ai microfoni.

    Anche questo, però, è calcio di alto livello, andrebbe riferito a Koeman: anche quello contro il Real Madrid, in Champions League. In una settimana, tra l'altro, in cui non si è parlato altro che del cartellino rosso rimediato da Malen contro il Como. Se c'era bisogno di una risposta, eccola. Malen è anche questo. Decisivo in partite difficili.

  • GLI INFORTUNI HANNO CAMBIATO LA PARTITA?

    Certo è che ad aggravare la difficile serata della Roma ci hanno pensato gli infortuni di Manu Koné e Paulo Dybala: anche perché bisognerà capire meglio quali saranno le loro condizioni da qui in avanti. Se dovranno fermarsi o meno. Se la partita contro il Real Madrid avrà delle ulteriori anche scorie in questo senso.

    Il francese ha avuto un problema ai flessori, l'argentino un risentimento muscolare. Andranno valutati: ma non si può certo dire che tutto questo non abbia inciso sul prosieguo del match, considerando anche i cambi di Gian Piero Gasperini.

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  • I CAMBI DI GASPERINI E IL "ROMA-INTER 2.0"

    Psicologicamente potrebbe essere difficile mandar giù una sconfitta del genere. Soprattutto se si pensa che due dei tre goal subiti dal Real Madrid sono nati da un colpo di testa di Endrick (il primo indirettamente, il secondo direttamente). E, più in generale, che nei sette minuti in cui i Blancos sono riusciti a ribaltare la partita, la Roma ha sofferto nella stessa identica maniera. Su calcio piazzato.

    Questo ci riporta a Roma-Inter, all'atteggiamento della ripresa, quando la gara sembrava chiusa, in controllo. Ci riporta anche al pareggio i Lautaro Martinez (anche in quel caso i giallorossi avevano rischiato di subire goal su calcio d'angolo, salvo poi subirlo sugli stessi sviluppi).

    Va detto che da un lato i cambi forzati di Gasperini hanno avuto un effetto positivo, contro il Real Madrid: Rodrigo Mora è entrato bene, e anzi. Ha favorito le transizioni poi decisive per i goal di Malen. Meno bene sono entrati Balerdi e Koulierakis.

    Resta da capire perché la Roma si ritrovi di nuovo a fare i conti con una partita praticamente chiusa e poi buttata via: ecco, questo manca per fare il salto di qualità definitivo.

    La consapevolezza di poter vincere gare simili, di essere in controllo. L'assenza di paura, qualità che caratterizza le Big. E, ovviamente, un po' di attenzione nelle palle inattive. Manca poco per vivere giornate da sogno come quella che si stava concretizzando all'Olimpico. Questo è un presupposto positivo, in una nottata indimenticabile (ma in un senso che la Roma non avrebbe voluto vivere).

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