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Bosnia & Herzegovina World Cup GFXGetty/GOAL

Guida ai Mondiali 2026: Bosnia

GOAL
  • Zenica. 31 marzo. Un’altra macchia indelebile nella storia della Nazionale italiana. Una data storica per il calcio bosniaco: la selezione guidata da Barbarez conquista la seconda storica qualificazione ai Mondiali. Le lacrime di giocatori e tifosi, un intero popolo unito in un unico abbraccio virtuale: le fotografie emblematiche di una notte storica per la Bosnia, un Paese profondamente diviso dal punto di vista politico, geografico e religioso ma che si compatta di fronte alla gesta della propria nazionale. Quello della qualificazione ai Mondiali è risultato conseguito dopo aver superato gli Azzurri di Gattuso e il Galles ai playoff, con entrambe le vittorie ai calci di rigore. Prima il cammino nel girone H di qualificazioni UEFA; con il secondo posto alle spalle dell’Austria, l’unica squadra capace di battere Dzeko e compagni nelle otto gare del raggruppamento completato da Romania, Cipro e San Marino. Un percorso quasi perfetto, che però non è bastato per strappare il pass senza passare per il purgatorio dei playoff.


  • Cosa aspettarsi

    Bosnia & Herzegovina 2026
    Getty Images

    Sorprendentemente, la Bosnia ed Erzegovina non si è mai qualificata per gli Europei, ma ora si appresta a partecipare alla sua seconda Coppa del Mondo.

    Il pass per i Mondiali rappresenta un traguardo inatteso e inaspettato per la Bosnia, che dopo aver scritto una pagina di storia conquistando la qualificazione ai Mondiali 2014, sta vivendo un momento di profondo cambio generazionale con l’ingresso di tanti giovani talentuosi e già impegnati in giro per l’Europa in campionato prestigiosi, ma a detta di tanti non ancora pronti a trascinare la nazionale verso grandi traguardi. La Bosnia vuole continuare a stupire e la doppia sfida vinta nei playoff ha confermato il carattere e la qualità di una nazionale tutt’altro da sottovalutare. Ai nastri di partenza i ragazzi di Barbarez partiranno dietro la Svizzera e appaiati ai padroni di casa del Canada nella lotta per un posto nella fase a eliminazione diretta, un traguardo che sarebbe davvero storico per il Paese. Un obiettivo che, però, è assolutamente alla portata per la nuova generazione di bosniaci, pronta ad unire nuovamente l’intero popolo verso un traguardo sportivo mai raggiunto finora.


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  • Il commissario tecnico

    Sergej Barbarez Bosnia & Herzegovina 2026
    Getty Images

    Nonostante questo sia il suo primo incarico da allenatore, Sergej Barbarez ha guidato la sua nazionale alla fase finale del campionato nordamericano.


    Noto per la sua lunga militanza da calciatore in Bundesliga con le maglie di Dortmund, Amburgo e Leverkusen - tra le altre - Sergej Barbarez è riuscito a scrivere la storia del suo Paese, la Bosnia, conquistando la qualificazione alla Coppa del Mondo. Alla guida della selezione bosniaca dall’aprile 2024, ha conquistato prima il pass per i playoff, mancando per un soffio l’accesso diretto nel testa a testa con l’Austria, e poi ha realizzato un doppio capolavoro nei playoff. Un trionfo per il CT e un vero e proprio miracolo sportivo per un allenatore alla sua prima vera esperienza in panchina. Dopo le recenti difficoltà dal punto di vista sportivo e ambientale, la Bosnia ha scelto di puntare su un profilo come quello di Barbarez per ripartire, una figura credibile e di spessore dal punto di vista della leadership e dell’esperienza grazie alla sua lunga carriera da giocatore. Lui ha messo a disposizione la sua conoscenza del calcio internazionale per plasmare una squadra che oggi rappresenta un mix perfetto tra giovani gioielli e calciatori esperti. Una miscela che si è rivelata vincente.


  • MVP

    Edin Dzeko Bosnia & Herzegovina 2026
    Getty Images

    Edin Dzeko è uno dei pochi giocatori di età pari o superiore a 40 anni presenti a questo Mondiale.


    All’alba dei 40 anni, il Cigno di Sarajevo continua a splendere sul rettangolo verde del calcio europeo. Edin Dzeko si è caricato sulle spalle il peso della sua nazionale e l’ha guidata da vero condottiero verso una qualificazione storica. Nonostante la carta d’identità, l’ex attaccante di Roma, Inter e Fiorentina sta dimostrando di essere un vero e proprio fattore, come conferma la promozione in Bundesliga con lo Schalke, dove si è trasferito a gennaio e con cui ha totalizzato 6 goal e 3 assist in 9 gare di campionato. Un rendimento impressionante, che si aggiunge a quello con la propria nazionale, di cui è simbolo e trascinatore sia dal punto di vista tecnico che della leadershop. Dopo il goal all’Iran nel 2014, uno dei due realizzati finora dalla Bosnia nella storia dei Mondiali, Dzeko vuole ripetersi e guidare in alto la nazionale bosniaca, verso nuovi traguardi.  


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  • One to watch

    Kerim Alajbegovic
    Getty

    Kerim Alajbegovic si preannuncia come uno dei giovani talenti più promettenti da seguire ai Mondiali.

    Il nome di Kerim Alajbegovic è uno di quelli destinati a dominare la scena del calcio internazionale per i prossimi anni. Tra i talenti più cristallini del panorama europeo, il bosniaco classe 2007 ha messo lo zampino a suon di goal e assist nel percorso di qualificazione ai Mondiali. Oggi per l’Italia rappresenta un misto tra ricordi da cancellare e sogni di mercato per alcune big, che vorrebbero accaparrarselo e portarlo in Serie A. Alajbegovic fa della velocità e delle qualità tecniche le sue armi migliori, sfruttandole per creare superiorità numerica partendo dall’esterno per finalizzare o rifinire. In forza al Salisburgo ma di proprietà del Bayer Leverkusen, ha già incantato gli scout di mezza Europa: la vetrina internazionale della Coppa del Mondo rappresenta il palcoscenico ideale per la definitiva esplosione.