Il passo falso interno contro la Cremonese ha fatto sprofondare il Brescia a ridosso della zona playout di Serie B regalando, al contempo, qualche minuto 'di gloria' a Massimo Cellino.
Il presidente delle 'Rondinelle' è stato autentico protagonista con una mossa del tutto inaspettata: dopo l'espulsione dell'allenatore Clotet, ha lasciato la tribuna dirigendosi in panchina dove ha guidato la squadra assieme al vice del tecnico spagnolo, Gastaldello.
Un gesto che sarà sanzionato (non era presente in distinta e la mascherina era abbassata), poco gradito all'ambiente bresciano: secondo quanto riportato da 'Tuttosport', sarebbe folta la corrente di coloro che vorrebbero un'altra figura al posto di Cellino, tanto che dal Comune si starebbero muovendo per favorire la cessione del club.
Tre le piste percorribili: la prima porta all'imprenditore dell'acciaio Giuseppe Pasini, proprietario della Feralpisalò che sogna la promozione in Serie B. Finora ha sempre allontanato l'idea di sposare la causa del Brescia, forse ritenendola una piazza troppo ambiziosa e da cui deriverebbero enormi responsabilità.
In lizza per l'acquisizione della maggioranza ci sarebbe anche un fondo australiano, il cui obiettivo primario riguarderebbe la ristrutturazione dello stadio 'Rigamonti', considerato troppo vetusto per l'epoca attuale.
Infine la terza ipotesi porterebbe a Tommaso Ghirardi, ex proprietario del Parma che lasciò il club nel 2014 poco prima del fallimento e della ripartenza dai dilettanti: la sua voglia di tornare nel mondo del calcio è grande, e avrebbe già sondato il terreno incontrando alcuni ultras bresciani.


