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Chapecoense Botafogo 11112017Getty Images

Storica Chapecoense: si è salvata con 3 giornate d'anticipo

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Tra 12 giorni, il 29 novembre, sarà trascorso un anno. Un anno dal maledetto incidente che ha spazzato via una squadra intera, gettando nel dramma l'intero mondo del calcio. Ma la Chapecoense, come una moderna fenice, è risorta dalle proprie ceneri.

In barba a pronostici e alle inevitabili difficoltà derivanti da una rosa completamente ricostruita, i catarinensi ce l'hanno fatta: grazie al 2-1 sul Vitoria di ieri sera, la salvezza nel Brasileirão è matematica con tre giornate ancora da disputare da qui a inizio dicembre. Storico, inimmaginabile.

All'Arena Condá la squadra di Gilson Kleina, terzo allenatore stagionale dopo Vagner Mancini e Vinicius Eutropio, è andata sotto al 20' per effetto del goal di David, ma non si è persa d'animo: 5 minuti più tardi ha pareggiato Arthur, capocannoniere della squadra assieme a Wellington Paulista (8 reti), poi l'ex rosanero Tulio de Melo ha concretizzato la rimonta al 78'.

Negli spogliatoi, subito dopo il fischio finale, si è scatenata la grande festa. Con tanto di canto liberatorio: quel "vamos vamos Chape"che i giocatori intonavano dopo aver raggiunto la finale, mai disputata, della Sudamericana 2016. "L'esultanza non poteva essere diversa", ha scritto il club su Twitter.

E dire che le cose sarebbero potute essere molto più semplici, per la Chapecoense: i vertici calcistici brasiliani, in accordo con i club, avevano infatti proposto di mantenere in A il Verdão per tre stagioni, per aiutarlo a ricostruirsi dopo la tragedia, ma il club ha rifiutato. Preferendo sudarsi sul campo la permanenza nella massima serie.

Coincidenza, o forse no, nel giorno della grande gioia è tornato ad allenarsi con il pallone Jakson Follmann, il portiere di riserva, uno dei sopravvissuti all'incidente di un anno fa. "Tornare non ha prezzo", ha detto a 'Globoesporte'. Così come non ha prezzo una delle salvezze più incredibili del calcio moderno.

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