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Luciano Spalletti Inter Sassuolo Serie AGetty

Spalletti: "Chiamai Dzeko 'bottiglione', mi rispose in maniera seria"

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Luciano Spalletti non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro: dopo l'addio all'Inter del maggio 2019 si è preso un periodo di riflessione lontano dal calcio per decidere al meglio cosa fare quando si presenterà l'opportunità di tornare su una panchina.

Intervenuto ai microfoni di 'Sky Sport', il tecnico di Certaldo ha ricordato i momenti più belli vissuti con i nerazzurri, riportati in Champions League dopo una lunga attesa che stava diventando insostenibile e nonostante le tante problematiche che affliggevano lo spogliatoio.

"Di ricordi belli dell'Inter ne ho molti, anche perché siamo arrivati in fondo alle due stagioni con il fiato sul collo di quelli che rimanevano fuori dalla Champions. Probabilmente la vittoria a Roma del primo anno contro la Lazio o la vittoria nel derby quando tutti ci davano per spacciati".

"Il raggiungimento della Champions è, dopo la vittoria del campionato, l'obiettivo più importante, è superiore anche a vincere una Coppa Italia: non ti dà un premio che puoi portare a casa, ma ti fa partecipare al torneo più bello del mondo. Delle difficoltà le abbiamo avute, io ho sempre messo i risultati del club davanti a tutto e non li ho mai barattati per salvaguardare la mia immagine".

C'è spazio anche per un aneddoto che risale ai tempi della seconda esperienza alla Roma: protagonista Edin Dzeko.

"La Roma 2016/17 era fortissima, aveva dei giocatori estrosi. Dzeko è la dimostrazione che si possono segnare 30 goal e farne segnare altri 30: è veramente un calciatore completo che si adatta a qualsiasi stile di gioco. Forse il suo limite è che ogni tanto si accontentava delle giocate che faceva: una volta lo chiamai 'bottiglione di acqua minerale da due litri' e lui se la prese un po' dopo che De Rossi gli spiegò cosa volevo dire. Lo attaccai, poi mi fermai perché aveva molti più muscoli di me".

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