In estate è stato l'acquisto della Roma che senza dubbio ha fatto più rumore dal punto di vista mediatico ed economico, visti i 34 milioni più 8 di bonus spesi dalla società giallorossa per acquistarlo dalla Sampdoria. Fino ad ora, però, Patrik Schick non ha ripagato le aspettative della squadra e della tifoseria, che comincia ad essere indisponente nei suoi confronti.
Anche contro il Bologna l'attaccante ceco ha sprecato un'ottima chance per scalare le gerarchie offensive di Eusebio Di Francesco. L'allenatore della Roma lo ha lanciato dal primo minuto, risparmiando Edin Dzeko per una parte di gara, visto anche l'impegno in settimana contro il Barcellona in Champions League.

E Patrik Schick non solo non è riuscito a bucare la porta avversaria (consuetudine in questa stagione di Serie A, visto che ha segnato soltanto un goal e in Coppa Italia), ma è ancora sembrato letteralmente un corpo estraneo all'interno della formazione della Roma, non solo dal punto di vista tattico.
Eppure in estate, proprio pochi giorni prima del suo passaggio alla Roma, Marco Giampaolo lo aveva consigliato bene con queste parole: "Ho detto a Patrik di scegliere il progetto tecnico più vicino a lui. Se deve giocare però ala o fuori ruolo no, non va bene. Può fare la seconda punta o il trequartista, quindi non deve andare alla Roma”.
Parole profetiche, che Schick non ha ascoltato. Alla Sampdoria è esploso nel 4-3-1-2, giocando da seconda punta al fianco di Quagliarella, con liberta di movimento su tutto il fronte offensivo, cercando il più possibile di mettersi con la faccia rivolta verso la porta. Alla Roma, giocando da prima punta, riceve spesso palla spalle alla porta, dovevo compiere un lavoro fisico che riesce molto meglio a Edin Dzeko. Anche quando gioca da ala le cose non vanno meglio, con compiti difensivi che non gli si addicono.
Contro il Bologna i numeri di Schick parlano chiaro: 7 conclusioni provate, 3 tiri nello specchio della porta respinti da Santurro, 0 occasioni create, soltanto 13 passaggi effettuati per i compagni (meno anche di Alisson a quota 16). Tanto che la Roma è riuscita a pareggiare il risultato soltanto con l'ingresso del solito Edin Dzeko, che sembra davvero indispensabile per lo scacchiere tecnico di Di Francesco.
Adesso Schick non potrà più sprecare chance, d'altronde siamo praticamente già a fine stagione e la Roma è impegnata in Serie A ed in Champions. Di Francesco ha bisogno di un altro attaccante oltre a Dzeko, del giocatore ammirato lo scorso anno con la maglia della Sampdoria, che addirittura veniva paragonato al primo Ibrahimovic. Chissà se lo scenario del Camp Nou, mercoledì 4 aprile, potrà essere a sorpresa l'occasione per il suo riscatto...







