Ad Amsterdam e dintorni, l'aria è tetra. L' Olanda non si è qualificata per gli Europei in programma in Francia tra un anno, così come non si era qualificata per i Mondiali nippo-coreani del 2002. Tornando a rievocare una sorta di maledizione che coinvolge i due tornei, l'uno a distanza di due anni dall'altro.
È la "maledizione del terzo posto", termine inventato qui e ora per definire una curiosa coincidenza: chi vince la finalina di un'edizione dei Mondiali, arrivando dunque terzo, difficilmente riuscirà a qualificarsi per gli Europei successivi. Guarda caso, proprio quel che è accaduto all'Olanda, fermata in Brasile soltanto in semifinale dall'Argentina.
Dal 1982 è una maledizione che colpisce puntuale, inesorabile, impietosa. Solo nel 2006 ( Germania terza e poi finalista nel 2008) e poi quattro anni più tardi, nel 2010 (ancora la Germania, qualificatasi poi per la competizione polacco-ucraina), si è presa una pausa.
Una maledizione che non ha lasciato scampo nemmeno all' Italia , all'inizio degli anni 90: arrivata a prendersi il terzo posto nell'edizione casalinga del 1990, quella delle "notti magiche", la nazionale allora guidata da Azeglio Vicini fu poi incapace di qualificarsi per gli Europei svedesi del 1992. È solo un caso, però che caso...



