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Massimo Moratti FC Internazionale Milano v SSC Napoli - Serie A 01062011Getty Images Sport

La sentenza di Vieri: "Io e Ronaldo i 2 più forti che l'Inter abbia mai avuto"

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Christian Vieri, intervistato da 'Sky Sport' per 'I Signori del Calcio',ha riavvolto il nastro del tempo raccontandoi suoi anni all'Inter, che hanno rappresentato il picco della sua carriera calcistica fra momenti positivi e negativi.

"All'Inter sono stati sei anni molto intensi, - ha detto l'ex centravanti - perché dovevamo vincere e non eravamo attrezzati per farlo. Juve e Milan erano più forti di noi, però era da tanto che l'Inter non vinceva, quindi c'era tanta pressione su di noi da parte di tutto l'ambiente e a volte facevo fatica".

"Io e Ronaldo? Peccato che non abbiamo giocato molto insieme e che ci siamo fatti male. Ci facevamo male una volta lui, una volta io; una volta lui, una volta io. - ha ricordato l'ex nerazzurro - Non abbiamo mai giocato 20-30 partite insieme. Però eravamo la coppia dei sogni, perfetti".

"Io l'avevo detto al Presidente: 'Non cederlo, non cederlo. Ha vinto il Mondiale e lo cedi ora? Lo stiamo aspettando e lo cedi ora? E io che faccio qua?'. - ha proseguito Vieri - Però era o lui o Cuper, no? Quello che eravamo io e Ronaldo all'Inter rimane e rimarrà per sempre. Cioè, i due più forti che l'Inter abbia mai avuto, non ci sono tanti giri di parole". 

Ronaldo Inter 23101999Getty

Diversi i momenti difficili, come lo Scudetto perso il 5 maggio 2002. "Abbiamo perso uno Scudetto da soli, il 5 maggio, ed è stato molto pesante - ha ammesso l'ex bomber - Secondo me se avessimo vinto lì, sarebbe cambiato tutto. E invece Ronaldo è andato via, Cuper dopo 4 mesi è andato via, tanti giocatori sono andati via. Eravamo sempre a cambiare, secondo me cambiavamo troppo. Non eravamo mai 'stabili' e secondo me per vincere ci devono essere una società e una squadra stabili, non puoi cambiare sempre".

"Io sono contento perché ho dato tutto quello che avevo. - ha tenuto a precisare Vieri - Quando giocavamo, c'erano sempre 70-80 mila persone, lo stadio era sempre strapieno, era perfetto, tutto bello, quindi c'era in teoria tutto per vincere, no?". 

Uno degli aspetti più difficili per l'attaccante è stata la vicenda dei pedinamenti e delle intercettazioni predisposte ai suoi danni. "Non ce n'era proprio motivo: tutti sapevano cosa facevo, tutti sapevano quanto mi allenavo. - ha affermato Vieri - Che facevo? Non facevo niente. Tutti dicevano che Vieri usciva la sera. Solo la domenica uscivo, come tutti. Quindi non c'era nessuna cosa per far sì che mi dovessero intercettare o pedinare, non c'era un perché".

"Poi ho fatto quasi un goal a partita, - ha evidenziato l'ex bomber dell'Inter - quindi che motivo c'era? Quella parentesi purtroppo fa parte della mia vita nell'Inter, però io guardo alla parte di quei sei anni in cui ho giocato, i compagni, i goal, anche le sconfitte. Tutto quanto è sempre e comunque bello, perché giocare titolare nell'Inter è sempre una cosa importante".

Massimo Moratti FC Internazionale Milano v SSC Napoli - Serie A 01062011Gettyimages

Il tempo trascorso ha portato Vieri a non avere più alcun risentimento verso il suo ex presidente: "Con il tempo tutto passa? Ma sì, ormai non ci penso più. - ha rivelato l'ex bomber - Ė​ successo e se mi chiedete il perché, non ne ho idea. Se ho perdonato il Presidente Moratti? Ma sì, è stato il mio Presidente per sei anni, mi ha comprato a 90 miliardi, mi ha fatto dei contratti alti e gli sarò sempre riconoscente per questo".

"Poi, per il resto, è andata come è andata. Cosa posso fare? - ha concluso Vieri - Quando è venuta fuori la cosa, avrebbe dovuto quantomeno chiamarmi (Moratti, ndr) per dirmi: 'Vieni da me, ho fatto questo, questo e quest'altro, mi dispiace'. Io avrei fatto cosi', io se sbaglio chiedo scusa, pero' non l'ha fatto e va bene così, non c'è problema. Ho fatto 132 gol e gli ho fatto vendere tante magliette col numero 32. Quindi ho la coscienza a posto".

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