La Roma resta ai romanisti. Dopo l'esonero di Eusebio Di Francesco, che paga la pesante sconfitta nel Derby e l'eliminazione dalla Champions League, i giallorossi stanno per affidare la panchina a un altro grande ex come Claudio Ranieri, reduce a sua volta dall'esonero col Fulham di qualche settimana fa.
Con DAZN segui la Serie A IN STREAMING, LIVE E ON DEMANDIl tecnico, romanista e romano, d'altronde non ha mai nascosto di sognare un ritorno nella Capitale dopo avere allenato la squadra del suo cuore già dal settembre 2009 al febbraio 2011. E con ottimi risultati.
LO SCUDETTO SFIORATO NEL 2010
Nella stagione 2019/10 infatti Ranieri subentrò a Spalletti e sfiorò la conquista di uno storico Scudetto tanto da trovarsi davanti all'Inter di Mourinho fino alla quart'ultima giornata di campionato.
Il sogno Scudetto sfumò il 25 aprile 2010 quando la Sampdoria di Cassano e Pazzini, in piena corsa per un posto in Champions League, vinse 1-2 all'Olimpico in una partita stregata per i giallorossi e con Storari (allora portiere blucerchiato) grande protagonista.

Una sconfitta che costò il decisivo sorpasso dell'Inter, mentre la Roma alla fine chiuse al secondo posto dietro i nerazzurri contro cui perse anche la finale di Coppa Italia per 1-0.
Nella stagione successiva le cose andarono decisamente peggio per la Roma tanto che Ranieri fu costretto a rassegnare le dimissioni dopo la sconfitta casalinga subita in rimonta per 4-3 contro il Genoa.
COME GIOCHEREBBE LA ROMA DI RANIERI
L'avvento di Ranieri alla Roma peraltro potrebbe apportare qualche novità anche dal punto di vista tattico, dato che il tecnico in carriera ha spesso preferito il più classico 4-4-2 al 4-3-3 molto utilizzato da Di Francesco.
In quel caso Zaniolo verrebbe probabilmente schierato sull'esterno con uno tra El Shaarawy e Perotti dall'altra parte mentre accanto a Dzeko giocherebbero Schick, Under o lo stesso El Shaarawy.
Non è escluso però neppure un più coperto 4-4-1-1 con Zaniolo alle spalle dell'unica punta Dzeko.

Se Ranieri non vorrà stravolgere troppo il lavoro di Di Francesco invece potrebbe adottare il 4-2-3-1, modulo che permette di coprire la difesa ma allo stesso tempo non mortifica le qualità dei tanti giocatori offensivi presenti in rosa e già usato dall'allenatore testaccino durante la sua prima avventura nella Capitale.






