Il 2016/2017 si era chiuso con loro. Moise Kean, Pietro Pellegri. I giocatori nati nel 2000 a trovare il goal in Serie A. Entrambi italiani, entrambi pronti a fare la storia azzurra nel prossimo decennio. E se il secondo ha deciso di accettare la corte del Monaco, il primo rimane l'unico millenial del campionato italico. E che millenial.
Pellegri ha sposato la Ligue 1 mentre Kean, dopo i dubbi nella prima parte di stagione con la maglia del Verona, ha cominciato a carburare. Anti-Juventus contro il giovane attaccante: pompato solo perchè parte dell'universo bianconero. Juventini e semplici fans obiettivi in attesa: sia o non sia figlio di Madama, meglio aspettare.
Kean deve crescere, e tanto. Sbaglia, si rialza. Sbaglia spesso, non si rialza sempre. Eppure c'è, è un buon attaccante, che ha segnato già cinque goal in Serie A. A diciasette anni non sono pochi, anzi. Sono record che vuole continuare a scrivere senza pensare al futuro in Nazionale o alla Juventus. Che ora come ora non ha certo intenzione di riportarlo a casa a giugno.
Maggiorenne al calar del prossimo febbrario, Kean ha siglato una doppietta in uno storico stadio come il Franchi, contro una Fiorentina in fase di costruzione: non due goal alla Messi o alla Batistuta, ma comunque due reti ottimi per far parlare di lui. Per dimostrare che potrà essere un buon bomber in questa e nelle prossime stagioni.
In goal contro il Torino, contro il Milan, contro la Fiorentina: partendo titolare, partendo dalla panchina, partendo con la voglia di sfondare tutto. Essenziale per Kean che Pecchia, il tanto discusso Pecchia, rimanga in sella: per un giovane attaccante cambiare l'allenatore che ti sta facendo crescere non venga sostituito da un altro. Col rischio di bloccarne la crescita.
Dopo la sbornia contro la Fiorentina, Kean sarà squalificato nella gara contro la Roma: diffida, giallo, out. Intanto l'attaccante di Vercelli è l'unico giocatore nato negli anni 2000 ed oltre, insieme a Pellegri, ad aver segnato una doppietta nei maggiori campionati europei.
Certo, la storia è piena di giovani giocatori la cui luce si è immediatamente spenta, ma perchè pensare in negativo? Il Verona presente, l'Italia futura e chissà, la Juventus, preferiscono la positività.






