Tu chiamalo, se vuoi, biscotto. L'Italia lo aveva subìto sulla propria pelle nel 2004, col famoso e mai digerito 2-2 tra Danimarca e Svezia, e stavolta se n'è beneficiata, anche se a livello di Under 21: l'1-0 alla Germania è valso il passaggio alla semifinale dell'Europeo non solo agli azzurrini, ma anche ai tedeschi.
È il dopo, semmai, a essere carico di tensione. Perché il risultato scontenta una nazionale in particolare: la Slovacchia. Selezione che si è ben comportata nella manifestazione, che ha chiuso con due vittorie e un ko e che, con i suoi 6 punti, ha sperato fino all'ultimo di passare come miglior seconda. Niente da fare: l'unico posto disponibile se l'è aggiudicato proprio la Germania.
I tedeschi si avvalgono infatti di una differenza reti migliore rispetto a quella di Skriniar e compagnia: +4 contro +3. Col 2-0 per l'Italia i discorsi sarebbero stati opposti per la questione dei goal segnati. Così come sarebbero stati opposti in caso di 1-1: a essere eliminata, in quel caso, sarebbe stata la nazionale di Di Biagio. Ecco perché l'1-0 è stato un risultato ottimo per entrambe.

Comprensibile dunque la rabbia della Slovacchia e del suo ct, Pavel Hapal, al termine della gara di Cracovia: "Siamo tutti arrabbiati. Con tutto il rispetto per l'Inghilterra e la Spagna, per me questo torneo è finito. Non guarderò più una sola partita. Quello che hanno fatto l'Italia e la Germania è una vergogna per il calcio!".
Horst Hrubesch, l'ex attaccante, oggi direttore sportivo della Federazione tedesca (DFB), ha rispedito al mittente ogni accusa: "Non lasciamoci trascinare da questi discorsi: è assolutamente normale non voler correre rischi negli ultimi 5-6 minuti di una partita".
La verità? Chi ha visto Italia-Germania lo ha notato chiaramente: nella parte finale della gara gli azzurrini non hanno rischiato praticamente nulla, con i tedeschi che hanno pure abbozzato un principio di melina negli ultimi minuti. È il famoso "pareggio che sta bene a entrambi": 13 anni fa si indignò l'Italia calcistica, oggi tocca alla Slovacchia.


