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Perisic Spalletti Inter JuventusGetty Images

Entra Santon, esce Icardi: storia della sostituzione che potrebbe aver deciso un campionato

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Minuto 85: l’ Inter conduce per 2-1 sulla Juventus nonostante l’inferiorità numerica durata per quasi l’intera gara. Si accende la lavagnetta del quarto uomo: a bordo campo, pronto a entrare, c’è Santon . Non proprio una stagione da sogno, per lui.

Gli errori nel primo ko stagionale dell'Inter contro l’Udinese, il “regalo” a Simeone per il goal dell’1-1 a Firenze, l’erroraccio sul goal di El Shaarawy contro la Roma e il mesto ritorno in panchina.

Un totale di 808 minuti giocati in stagione, e non propriamente bene. Spalletti sceglie lui per infoltire la linea difensiva nerazzurra, nello specifico la fascia sinistra di difesa, presidiata da Bernardeschi e Cuadrado. Sulla lavagnetta a bordo campo appare il numero 44. È Perisic, dunque, a lasciar posto a Santon. Anzi no. Perisic sembra contrariato, i compagni gli si avvicinano ma lui non si avvicina alla panchina, dove invece si avvicina Candreva ma solo per dissetarsi.

Perisic Spalletti Inter JuventusGetty

Orsato interviene, non vuole che l’Inter – in vantaggio – ne approfitti per perdere tempo. Spalletti si affretta a rettificare, non esce Perisic bensì Icardi. Icardi? Sì, proprio Icardi. L’unico punto di riferimento offensivo dei nerazzurri, l’unico nerazzurro capace di tenere palla nei minuti finali.

Il cambio appare sin da subito un po’ azzardato, per poi rivelarsi disastroso al triplice fischio finale quando, a conti fatti, i due errori di Santon (che prima si perde Cuadrado sul 2-2 e poi Higuain sul 2-3) pesano come macigni sulla stagione dell’Inter. Ed anche su quelle di Juventus e Napoli.

Icardi, in panchina, è distrutto. Il sorriso che aveva accompagnato la sua uscita dal campo, applaudita dall’intero San Siro, è svanito al goal del connazionale Higuain. Santon, dal canto suo, è ancor più a pezzi.

E Spalletti? Il tecnico prima parla di crampi di Perisic, poi spiega che il croato aveva chiesto il cambio salvo poi dire di essere in grado di concludere la gara. E allora perché togliere Icardi e non, ad esempio, Candreva?

Dopo l’uscita dal campo del suo capitano, l’Inter non è più riuscita a tenere la palla nella metà campo bianconera e no, non può essere un caso. In panchina sedeva pure Eder (ed anche Karamoh, mandato in campo solo negli ultimi secondi): era così necessario inserire un difensore in più? E se sì, perché proprio quel Santon che quest’anno non sembra proprio essere baciato dalla buona sorte né in grado di reggere la pressione dei minuti finali e delle giocate decisive?

È questa la domanda che ha accompagnato i tifosi nerazzurri all'uscita da San Siro. È questa la sostituzione che potrebbe aver deciso il campionato. E non solo quello dell’Inter.

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