Approdato in Italia nel 2002, quando a volerlo fu il Livorno, Tomas Danilevicius, nel corso della sua lunga carriera, ha combattuto moltissime battaglie sui sui campi di Serie A, Serie B e Lega Pro.
Dopo aver vestito anche le maglie di Avellino, Bologna, Grosseto, Juve Stabia, Latina ed una fugace apparizione al Parma, l’ex attaccante ha lasciato il calcio giocato, è tornato in patria ed è diventato un importante imprenditore immobiliare. Gli affari gli sono andati bene ma, a quanto pare, per lui è arrivato il momento di tornare a concentrarsi sul ‘pallone’, anche se questa volta lo farà da dietro una scrivania e in una veste diversa: quella del Presidente della Federcalcio lituana.
Danilevicius, intervistato da Tuttosport, ha spiegato: “Lo farò con molto piacere. Come è nata la mia candidatura? Ho sempre avuto ottimi rapporti con la Federazione che da quattro mesi era senza un presidente viste le dimissioni di Edvinas Eimontas. Qualche mese fa mi hanno proposto di candidarmi e non ho avuto esitazioni ad accettare”.
L’ex attaccante, che in carriera ha realizzato 10 reti nella nostra Serie A, ha dei piani molto ambiziosi: “Ho un programma ben chiaro in testa. La Lituania è una piccola e giovane nazione, visto che siamo tornati ad essere uno stato indipendente solo nel 1990. Nonostante questo, però, c’è tanta voglia di crescere e fare sempre meglio. Inizierò subito a lavorare per migliorare l’immagine e le strutture dei nostri club. In questo mi aiuterà la mia esperienza maturata in tanti anni di calcio nei vari paesi in cui ho giocato, Italia compresa. Poi sarà necessario investire molto e bene sui settori giovanili. Per farlo occorrerà svecchiare il sistema delle scuole calcio in modo da permetterci di far crescere giocatori importanti che in futuro renderanno più forte e competitiva la nostra nazionale”.
Il suo presente è in Lituania, Danilevicius però non ha dimenticato Livorno e per questo si è prodigato al fine di raccogliere fondi dopo l’alluvione che ha colpito la città ad inizio settembre: “Livorno è un pezzo di me. E’ la città che mi ha adottato e quando ho saputo dell’alluvione e della vittime ho sentito un dolore profondo. Era naturale che facessi qualcosa. Il modo migliore e più concreto era quello di trovare dei fondi da destinare alla città per aiutarli in questo momento di difficoltà. Niente di speciale, ma solo un gesto incondizionato visto che amo Livorno e i livornesi”.






