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Boca Juniors Real Madrid Club World Cup 28112000Getty

Dalla Ligue 1 a superstar: Carlos Bianchi

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Due bambini al Parco dei Principi festanti che esaltano il loro papà. Ambedue indossano maglie del PSG, sulle spalle di una campeggia il nome ‘Re’, sull’altra ‘Leggenda’.

Quelle magliette fatte su misura erano riferite all’ultima perla parigina di Zlatan Ibrahimovic: “Sono arrivato come un re e me ne vado da leggenda”. Sono state queste le parole pronunciate dal fuoriclasse svedese poco prima di chiudere le sue incredibili quattro stagioni al PSG realizzando una doppietta contro il Nantes, due reti che hanno portato il suo bottino stagionale a 38, un record assoluto nella storia del club della capitale transalpina.

L’ultimo atto, uno tra quelli che gli avevano permesso di raggiungere lo status di leggenda, era stato il riuscire a battere un record che resisteva da 40 anni e che era stato realizzato da quella che forse è stata la prima vera leggenda della storia del Paris Saint-Germain.

Appena otto anni dopo la fondazione del club, l’argentino Carlos Bianchi era riuscito nell’impresa di realizzare 37 goal in campionato nella stagione 1977-78. Era quello un PSG molto diverso da quello che conosciamo oggi.

Mentre la squadra trascinata da Ibrahimovic è riuscita a vincere il campionato con un punteggio record di 96 punti, staccando il Lione secondo classificato di qualcosa come 31 lunghezze, il PSG con il quale Bianchi realizzò il primato di reti si piazzò solo undicesimo nel torneo.

Bianchi è stato un autentico fenomeno della Ligue 1, i goal da lui segnati in 220 partite sono stati ben 179.

Zlatan Ibrahimovic PSG Nantes 14052016

Nato in una famiglia borghese e cresciuto a Villa Real, nella parte occidentale di Buenos Aires, il giovane Carlitos lavorò con il padre vendendo giornali prima di diventare professionista con il Velez Sarsfield.

Era un talento precoce e fece il suo debutto con il Velez all’età di 18 anni, era il 1967 e si giocava contro quel Boca Juniors nel quale poi avrebbe costruito una carriera da allenatore senza eguali.

Bianchi ha segnato più di 100 goal per il club di Liniers durante i suoi sei anni di permanenza, laureandosi in tre occasioni capocannoniere del campionato e regalando alla squadra nel 1968 il primo titolo nazionale della sua storia.

Al Velez lo ricordano come “Una combinazione di intuizione, malizia, concentrazione e incredibile capacità di capitalizzare gli errori degli avversari”.

“Era una punta letale, un bomber nato”, così lo definisce la Federcalcio argentina (AFA), “Era un giocatore raro e prezioso, uno di quelli che ogni squadra sogna di poter avere”.

Tra le squadre che sognavano di poter contare su Bianchi c’era anche lo Stade Reims che nel 1973 fece al Velez un’offerta che non si poteva rifiutare.

Bianchi ripagò lo sforzo fatto dal club transalpino realizzando 30 goal in 33 partite nella sua stagione d’esordio, formando con i compagni argentini Delio Onnis, Cesar Laraignee e Santiago Santamaria un quartetto che giocava a ritmo di ‘Tango’.

Carlos Bianchi PSG

Resta con lo Stade Reims fino al 1977, è quella una squadra che si classifica 13°, 11°, 5° e 11° ma lui per tre volte riesce vincere la classifica dei marcatori.

Impresa questa che gli riesce anche per due volte nelle uniche due stagioni giocate a Parigi, un’impresa riuscita solo a lui e Jean-Pierre Papin, altro bomber capace di vincere la classifica marcatori in cinque diverse edizioni della Ligue 1.

Nel 1980, dopo un breve periodo allo Strasburgo, Bianchi torna al casa, al Velez, ma lo fa dopo aver segnato così tanto da piazzarsi all’ottavo posto nella classifica dei giocatori più prolifici di ogni tempo in Ligue 1.

Durante la sua avventura in Francia, Bianchi non riuscì a mettere in bacheca alcun trofeo e, visto che l’Argentina decise nel 1978 di non puntare su giocatori che militavano all’estero (Kempes fu l’unica eccezione), i suoi anni transalpini gli costarono anche il titolo di campione del mondo.

Con l’Albiceleste è riuscito a segnare sette goal in appena 14 presenze, ognuna delle quali è stata precedente al suo trasferimento in Europa.

Bianchi non ha mai giocato in squadre come Real Madrid o Milan. La sua carriera si è sviluppata prima di quella globalizzazione che ha visto i più grandi talenti concentrarsi nei migliori club, il tutto mentre si scavava un solco tra essi e le altre squadre.

Boca Juniors Real Madrid Club World Cup 28112000Getty

Inoltre la sua carriera da calciatore è stata eclissata dalla sua stessa carriera di allenatore visto che è riuscito a guidare il Velez alla conquista della sua prima ed unica Coppa Libertdores, prima di vincerne altre tre con il Boca Juniors diventando uno dei tecnici più vincenti della storia della competizione.

Con il Velez ha anche vinto un titolo mondiale battendo il Milan, alla guida del Boca ne ha vinti poi altri due battendo prima il Real Madrid di Zidane e Figo, quello dei Galacticos, e poi ancora i rossoneri.

Così mentre Ibrahimovic ha vissuto la sua vita calcistica da superstar di levatura mondiale, la maggior parte delle persone hanno dimenticato, o forse nemmeno conoscevano, l’incredibile carriera da calciatore di Bianchi.

“La sua e la mia sono state storie completamente differenti”, disse Bianchi nel 2016 quando Ibra superò il suo record. “Lui è un fenomeno”.

Anche Bianchi lo era, tanto in campo quanto in panchina.

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