Hai più di 24 anni?

Help us verify your age by providing an honest response. This site contains gambling advertising for 24+.

Age-restricted content

Non hai l'età minima richiesta per visualizzare contenuti relativi alle scommesse. Verrai reindirizzato alla pagina iniziale.

alt
Pubblicità
Pubblicità
+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Paolo Futre Manuel Rui Costa Serie A collage itaGetty Images

Da Rui Barros ad André Silva: i giocatori portoghesi in Serie A

Pubblicità

Per il proprio attacco il Milan ha deciso di puntare sul portoghese classe 1995 André Silva, investendo una somma importante come 38 milioni di euro per portare il giovane talento in Italia. Attaccante di buona tecnica e dall'innegabile fiuto del goal, qualità con cui è riuscito ad imporsi nel Porto e in Nazionale accanto a Cristiano Ronaldo, il suo arrivo in Italia è la riprova del rapporto solido fra la Serie A e il calcio lusitano, che dura ormai da 29 anni.

Era infatti l'estate del 1988 quando il piccolo e guizzante centrocampista Rui Barros, notato da Dino Zoff in una gara fra Portogallo e Italia valevole per le Qualificazioni alle Olimpiadi, approda a Torino, sponda Juventus, diventando il 1° calciatore portoghese in Serie A dalla riapertura delle frontiere nel 1980 e il 2° in assoluto dopo l'attaccante Jorge Humberto Raggi, che fra il 1961 e il 1963 indossò le maglie di Inter e Lanerossi Vicenza.

Quest'ultimo era nato a Capo Verde, ai tempi colonia portoghese, fu al centro di un discusso tesseramento da parte dei nerazzurri e non lasciò grandi tracce nel calcio italiano. Tutt'altro discorso per l'ex Porto, che seppur alto appena un metro e 59 centimetri, dopo il premio di 'Calciatore portoghese dell'anno', mette in mostra le sue doti di incursore e contropiedista anche in Italia.

In due stagioni con la Juventus colleziona 94 presenze e 19 goal in tutte le competizioni (60 presenze e 14 reti in Serie A), vincendo una Coppa UEFA e una Coppa Italia. Alcuni suoi goal restano nella memoria dei tifosi bianconeri, come la doppietta con cui stende il Milan di Sacchi nella stagione 1989-90 e riapre di fatto quel campionato. 

Rui Barros Juventus Serie A

Passano 5 anni ed è Paolo Futre ad approdare in Serie A nel novembre 1993 con la maglia della Reggiana. Numero 10 dal talento cristallino, l'ex Atletico Madrid è fermato però dai gravi infortuni. Segna subito al debutto contro la Cremonese, ma un brutto fallo di Pedroni gli procura la rottura del tendine rotuleo del ginocchio, infortunio che lo costringe a saltare tutto il resto della stagione. Rientra in campo l'anno seguente, con 4 goal in 12 presenze. 

Il Milan di Capello nel 1995 gli dà una nuova possibilità dopo averlo visto all'opera in una tournée estiva, ma il giocatore non dà sufficienti garanzie a livello fisico. Futre vince comunque lo Scudetto in rossonero giocando l'ultima partita di campionato, ironia della sorte, sempre contro la Cremonese, prima di lasciare l'Italia per la Premier League.

Nel 1994 arrivano in Italia altri 4 portoghesi. Il primo è Fernando Couto. Roccioso e dalle grandi doti atletiche e aeree, sarà determinante per la conquista della Coppa UEFA con il Parma nel 1994-95 prima e per il ciclo vincente della Lazio di Eriksson, poi, dopo una parentesi al Barcellona. In biancoceleste conquista uno Scudetto, 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea.

E' stato famoso per la sua esultanza con capriola acrobatica dopo i goal e per il suo carattere fumantino che spesso lo ha portato in carriera ad avere scontri verbali e fisici con i suoi avversari.

Fernando Couto Lazio

Sempre nel 1994 in Serie A approda anche il centrocampista Paulo Sousa. Le sue doti tecniche e tattiche lo rendono una pedina fondamentale nella Juventus di Lippi che conquista Scudetto e Champions League, e lo fanno affermare come campione di livello mondiale. Indossa poi anche le maglie di Inter e Parma.

Nello stesso anno arriva Manuel Rui Costa, che la Fiorentina paga 11 miliardi di vecchie lire per strapparlo al Benfica.La straordinaria classe di cui è dotato e l'intelligenza tattica permettono al numero 10 di dominare a centrocampo e affermarsi n viola. Dopo 6 straordinarie stagioni in riva all'Arno con 276 presenze e 50 goal, 3 Coppe Italia e una Supercoppa Italiana, nell'estate 2001 si concretizza il passaggio al Milan. In rossonero Rui Costa contribuisce alla conquista di uno Scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, una Champions League e una Supercoppa europea, affermandosi come uno dei più grandi calciatori portoghesi di sempre. 

Il quarto nome è quello che può essere definitito come il capostipite dei 'bidoni' lusitani in Italia: l'attaccante Jorge Cadete, voluto in prestito al Brescia da Mircea Lucescu in virtù dei tanti goal segnati in patria con lo Sporting Lisbona. In Italia però la punta si perde, e complice anche un'annata disastrosa per le Rondinelle, mette insieme appena 13 presenze e un goal, più uno ingiustamente annullatogli a Padova.

Abel Xavier Portugal UEFA Euro 2000Getty Images

Il 1995 continua la tradizione e un nuovo calciatore portoghese approda nel campionato italiano: si tratta del difensore Abel Xavier, che il Bari prende in prestito oneroso dal Benfica. Sarà un vero flop, come fallimentare si rivelerà la stessa esperienza dello stesso Xavier con la Roma nel 2004-05. Il terzino sarà ricordato infatti più per il suo look pittoresco che per le performance sul campo.

Poca fortuna in Italia anche per il terzino mancino Dimas Teixeira, che la Juventus preleva dal Benfica. Per l'esterno lusitano 39 presenze senza goal in Serie A in 2 stagioni, prima del trasferimento in Turchia.

Dopo un paio di stagioni in cui non si registrano nuovi arrivi portoghesi in Serie A, nel 1998 ecco Hilario, terzino che in 3 stagioni al Perugia colleziona 32 presenze in Serie A per poi fare anche un'esperienza in C1 con la Sambenedettese, e soprattutto l'ala Sergio Conceiçao. L'ex Porto è uno dei trascinatori della Lazio di Eriksson che vince Scudetto, 2 Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. In Italia, giocando sempre ad alti livelli, veste anche le maglie del Parma e dell'Inter.

Nel 2000 ci prova il neopromosso Napoli, che ingaggia il centrocampista José Luis Vidigal dallo Sporting Lisbona. Il portoghese si rompe però il legamento crociato in Nazionale e colleziona appena 4 presenze nel suo primo anno. Rimane all'ombra del Vesuvio per altre 3 stagioni, nelle quali gioca 3 stagioni in Serie B, prima di tornare nel massimo campionato con il Livorno e l'Udinese. Chiude l'avventura in Italia con 69 presenze e 4 goal in A.

Un portoghese arriva anche alla Fiorentina alla corte di Fatih Terim: è il centravanti Nuno Gomes, che parte molto bene ma poi non mantiene appieno le premesse. In 2 stagioni in viola colleziona comunque 20 reti complessive in tutte le competizioni in 65 presenze. Pesca in Portogallo anche la Reggina, che prende Mamede dal Vitoria Setubal. Il centrocampista farà una discreta carriera nella penisola, giocando anche con Messina, Genoa, Perugia, Salernitana e Potenza.

Luis Figo InterGetty

Il binomio Inter-Portogallo si rafforza nel 2005, quando il club nerazzurro fa il colpaccio assicurandosi dal Real Madrid Luis Figo, fra i migliori giocatori lusitani di sempre assieme ad Eusebio e Coluna. L'ex Pallone d'oro arriva in Italia con 10 anni di ritardo: nel 1995 infatti lo fa sfumare il caso della doppia firma con Parma e Juventus. All'Inter Figo resta fino al 2009 arricchendo il suo palmares con 4 Scudetti, 1 Coppa Italia e 3 Supercoppe Italiane.

I nerazzurri ci riprovano nel 2008 con il centrocampista Pelè e nel 2009 ingaggiando l'estroso esterno offensivo Ricardo Quaresma, ma il giovane si rivela acerbo ad alti livelli mentre 'Il Trivela' si dimostra inadatto al tatticismo e alle ferree regole del calcio italiano e delude ampiamente le attese con 24 presenze e 1 solo goal in Serie A in un anno e mezzo che disputa in nerazzurro.

Flop lo fa anche il difensore centrale Jorge Andrade, che approdato alla Juventus nel 2007 per 10 milioni di euro. Parte titolare ma si rompe la rotula del ginocchio sinistro in una delle prime gare della stagione contro la Roma e deve sottoporsi a un doppio intervento chirurgico. La prima stagione a Torino si chiude con 4 presenze, Andrade torna per la preparazione estiva ma si procura un nuovo infortunio allo stesso ginocchio che lo porterà a tornare ancora sotto i ferri, a rescindere dalla Juventus e a concludere di lì a poco la sua carriera. 

Stesso anno e poca fortuna in bianconero anche per Tiago Mendes: considerato un giovane di grande prospettiva soffre più del dovuto la fisicità del calcio italiano e in 3 stagioni all'ombra della Mole gioca al di sotto delle sue possibilità, per poi diventare protagonista in Spagna con l'Atletico Madrid.

Top 11 giocatori portoghesi in A ita

Negli ultimi anni il binomio fra la Serie A e il calcio portoghese si mantiene solido con gli arrivi del portiere Eduardo e del centrocampista Miguel Veloso al Genoa, del difensore Rolando, prima all'Inter poi al Napoli, dell'esterno Pereirinha alla Lazio e del centrocampista Maniche all'Inter. Non sono mancati nemmeno i carneadi: il difensore Ricardo Ferreira (Milan ed Empoli), il centrocampista Rui Sampaio (Cagliari).

Dopo il titolo europeo del Portogallo, la Serie A ha visto nel 2016-17 fra i suoi protagonisti anche il centrocampista João Mario con l'Inter e il difensore Bruno Alves con il Cagliari, trasferitosi però dopo un solo anno in Sardegna ai Glasgow Rangers. Ora ecco il giovane attaccante  André Silva, sulle cui qualità l'agente Jorge Mendes non ha dubbi: "In futuro può diventare uno dei migliori attaccanti al mondo", ha assicurato a 'Sky Sport'. Il campo dirà se le grandi aspettative riposte su di lui saranno mantenute.

Pubblicità

TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

Segui GOAL su Google