Guai in vista per Croazia e Turchia: la UEFA ha infatti ufficialmente aperto un procedimento disciplinare nei loro confronti, in virtù dei comportamenti poco consoni tenuti dalle rispettive tifoserie; spicca quello dei croati, autori di diversi disordini nel finale del match contro la Repubblica Ceca a Saint-Etienne.
Ecco i motivi che hanno spinto il massimo organo europeo a procedere nei confronti della Federazione croata:
Lancio di fumogeni - Art. 16 (2) del Regolamento Disciplinare dell'Uefa;
Lancio di oggetti - Art. 16 (2);
Disturbo del pubblico - Art. 16 (2);
Cori razzisti - Art. 14.
Nel caso della Turchia le motivazioni sono le seguenti:
Lancio di fumogeni - Art. 16 (2);
Lancio di oggetti - Art. 16 (2);
Invasione di campo - Art. 16 (2).
La Uefa prenderà in considerazione tutti questi casi lunedì 20 giugno, per poi prendere una decisione.
Pessimista l'esterno croato Ivan Perisic, come riportato da 'La Gazzetta dello Sport': "Non capisco questa gente, non è interessata al calcio. Forse sarebbe meglio non giocare più perché non possiamo continuare così. Adesso la Uefa potrebbe punirci pesantemente ma speriamo che non sia così. Queste scene sono una vergogna per il nostro paese ma bisogna trovare una soluzione".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Ivan Rakitic: "Sono sicuro che la Uefa ci punirà dopo questa vergogna. Non ha senso parlare della sfida con la Spagna perché potremmo essere espulsi dall’Europeo".


