Quella che sta vivendo il calcio mondiale è una situazione senza precedenti. L’emergenza Coronavirus ha portato alla sospensione e allo spostamento di alcune tra le più importanti competizioni in assoluto e la cosa avrà ovviamente ripercussioni importanti.
In attesa di vedere in che modo si potrà riprendere, i vertici del calcio hanno un unico obiettivo: ripartire per portare comunque a termine i vari tornei. A confermarlo è stato Aleksander Ceferin che, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, ha spiegato perché sarebbe importante tornare in campo.
“La priorità è la salute di tifosi, giocatori e dirigenti. Sono ottimista di natura, credo ci siano opzioni che ci possono permettere di ricominciare campionati coppe e portarli a termine. Potremmo dover riprendere senza spettatori, ma la cosa più importante credo sia giocare le partite. In tempi così duri si porterebbe alla gente felicità e un certo senso di normalità anche se le partite saranno solo in tv”.
Molti sport hanno deciso di chiudere in anticipo le loro stagioni, il calcio invece è deciso ad andare avanti.
“È presto per dire che non possiamo completare la stagione. L’impatto sarebbe terribile per club e leghe. Possiamo terminare, ma dobbiamo rispettare le decisioni delle autorità e aspettare il permesso per tornare a giocare”.
Nelle ultime settimane si è parlato di alcune deadline per Champions ed Europa League, il presidente della UEFA però da questo punto di vista è chiaro.
“Non c’è una data limite per le finali di coppa. Dipende tutto da quando ricominceremo a giocare”.
Il club di Serie A potrebbero tornare in campo il 4 maggio per riprendere gli allenamenti.
“Tutte le attività si stanno organizzando per ricominciare, tutti hanno bisogno di ritrovare le loro vite. Se le misure di sicurezza verranno rispettate e se le autorità daranno luce verde, gli allenamenti potrebbero riprendere come il resto. Per le gare servirà un ulteriore consenso”.
Quello che sembra certo è che ci si dovrà abituare ad un nuovo tipo di calcio, visto che per diversi mesi si dovrà giocare a porte chiuse.
“All’inizio sì, ma è meglio giocare senza spettatori che non farlo affatto. Il calcio riporterebbe nelle case dei tifosi emozioni e gioia di cui hanno disperatamente bisogno”.
Al momento non c’è ancora una data entro la quale chiudere la stagione.
“No, non c’è una deadline specifica. Siamo esplorando una varietà di opzioni per vedere quando potrebbero finire le competizioni, sempre in base alle date per ripartire”.
Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha parlato della possibilità di terminare la stagione tra settembre e ottobre o entro il 2020.
“Lo vedo abbastanza difficile, avrebbe un impatto pesante sul calendario della stagione 2020-21”.
La situazione che si è venuta a creare creerà vari problemi di natura economica per i club e quindi il Fair Play Finanziario andrà rivisto.
“Abbiamo già sospeso alcune condizioni, ma non rottameremo il fair play finanziario. Ha portato tanti benefici, però deve essere un aiuto, non un ostacolo: saremo flessibili”.


