Alla ripresa del campionato di Serie A, il Milan di Gattuso sfiderà la capolista Juventus nel posticipo della vigilia di Pasqua. Fra i giocatori più attesi in casa rossonera c'è sicuramente Hakan Calhanoglu , autore del suo 3° goal in Serie A nell'ultima gara contro il Chievo e sempre più legato ai colori rossoneri.
Il giocatore turco, intervenuto in esclusiva ai microfoni de 'Il Corriere della Sera', ha rivelato che proprio quella sua ultima rete è stata per lui speciale: "Dopo il goal al Chievo ho baciato la maglia del Milan: d’ora in poi farò così. - ha rivelato - È stato il mio primo bacio, non lo avevo mai fatto in Germania, né con l’Amburgo, né con il Bayer Leverkusen".
E Calhanoglu spera di potersi ripetere presto: "Speriamo di rifarlo contro la Juventus, - si è augurato - la mia fiducia cresce, mi sento bene, in campo e fuori. Nei mesi scorsi abbiamo giocato buone partite, ma i match importanti arrivano ora, la Juve e subito dopo l’Inter. Dobbiamo vincere, non è importante se segno io. Dobbiamo giocare da squadra, se lo facciamo possiamo vincere anche contro di loro".
AFPIl trequartista rossonero ha spiegato quindi cosa è cambiato dalla gestione Montella a quella di Gattuso: "C’erano nuovi giocatori, nuove facce, nuovi caratteri. - ha affermato - Ci vuole tempo per metterli assieme e farli diventare amici. Per esempio, ora io so come giocano Suso e Bonaventura, li conosco, capisco i loro movimenti. Poi nel calcio è così, gli allenatori vanno e vengono, e ciascuno ha i suoi metodi, la sua filosofia, il suo sistema di gioco, magari cambiano anche piccole cose e un giocatore si trova meglio o peggio".
Con Gattuso Calhanoglu è costantemente impiegato da esterno offensivo sulla sinistra: "A sinistra avevo già giocato nel Leverkusen e mi trovo molto bene, - ha ammesso - riesco a comunicare bene con Rodriguez e Jack. Gattuso ci spinge a dare il 101% in tutti gli allenamenti e questo ci piace. La squadra ha iniziato a giocare bene. A me ha aiutato moltissimo, mi ha parlato e mi ha fatto sentire la sua fiducia ".
"Il mister - ha sottolineato - ha detto che avevo la testa piena e dovevo liberarla, pensando solo a giocare. Mentalmente mi ha reso più forte . Ma non solo lui, tutto il suo staff ha creato una bellissima atmosfera a Milanello. Anche i compagni, Mirabelli e Fassone mi hanno aiutato nei momenti brutti. Inizialmente non capivo la lingua e per me era difficile comunicare. Il primo mese poi vivevamo in albergo con mia moglie Sinem e non avevamo casa. È stata dura, ma ora mi sono ambientato e va tutto molto meglio ".
La Juventus, insomma, è avvisata: Calhanoglu è determinato a dimostrare le qualità per cui il Milan ha deciso di puntare su di lui e sarà uno degli avversari da tenere in maggiore considerazione.




