Potrebbe esserci la Russia nel futuro di Roberto Mancini. All'interno dello Zenit San Pietroburgo, attualmente allenata da Mircea Lucescu, c'è stato un cambio dirigenziale, con il ritorno al potere di Serghey Fursenko (presidente) e del direttore sportivo Konstantin Sarsanija.
Con loro al timone la squadra ha conquistato, con Advocaat in panchina, sia la Coppa UEFA che la Supercoppa europea contro il Manchester United. Poi è stata la volta dell'altro ciclo vincente firmato Luciano Spalletti.
Secondo quanto riportato dall'edizione odierna del Corriere dello Sport la 'nuova' dirigenza nei giorni scorsi ha preso contatti col tecnico jesino e si trova in Italia nel tentativo di chiudere ben presto la trattativa, anche perchè la nuova stagione prenderà il via il prossimo 15 luglio.
Già nel 2012, quando Mancio era al City, il sopracitato Fursenko, a capo della federazione, gli aveva strappato una firma su un precontratto per dinventare CT, ma successivamente fu costretto alle dimissioni e non se ne fece nulla.
Mancini, dal canto proprio, sta ragionando sul da farsi. Lo Zenit è pur sempre un club con grande disponibilità economica, ma c'è da dire che il fair-play finanziario ha imposto restrizioni significative e che nella prossima stagione la squadra, finita terza in campionato, disputerà l'Europa League.
A convincerlo, oltre che l'offerta economica, potrebbe essere il nuovo progetto ed anche la circostanza che a partire dalla prossima stagione la Russia beneficerà come l'Italia di un posto in più in Champions League (tre anzichè gli attuali due).


