Vendere per (continuare) a vincere. Questa ormai da tre anni è la strategia della Juventusche, con l'avvento di Allegri in panchina, ha ripreso un'antica tradizione dell'era Moggi passato alla storia per la capacità di cedere alcuni pezzi pregiati senza indebolire la rosa.
Nell'estate del 2015 ad esempio a lasciare la Juventus, oltre a Tevez e Coman, è stato Arturo Vidal. Il cileno, intoccabile per Conte, era stato reinventato trequartista da Allegri con alterni risultati e così davanti ai 37 milioni di euro messi sul piatto dal Bayern Monaco i bianconeri lo hanno salutato senza troppi rimpianti.
Anche perchè nella stessa finestra di mercato sono sbarcati a Vinovo i vari Dybala, Alex Sandro, Mandzukic, Zaza, Pereyra, Cuadrado e Khedira, quest'ultimo arrivato a parametro zero dal Real Madrid proprio per sostituire Vidal.
L'anno scorso invece il grande sacrificato dell'estate bianconera è stato Paul Pogba, ceduto al Manchester United per la cifra record di 105 milioni di euro. Cifra che va sommata ai 30 milioni versati dal Real per la recompra di Morata.

Una doppia perdita sicuramente pesante a livello tecnico per la Juventus che però ha rimpiazzato i due con Miralem Pjanic e Gonzalo Higuain, strappati alla concorrenza interna grazie a una spesa totale di 122 milioni di euro. Il tutto senza dimenticare gli acquisti di Marko Pjaca e Medhi Benatia, molto più che semplici rincalzi.
Ecco perchè la possibile cessione di uno tra Alex Sandro e Leonardo Bonucci (entrambi nel mirino del Chelsea) non dovrebbe preoccupare i tifosi della Juventus che, come detto, sono stati abituati a salutare il campione di turno senza che questo influisse troppo sui risultati della squadra.
I tre Doblete consecutivi e le due finali di Champions in tre anni, in tal senso, sono la migliore assicurazione e stanno lì a ricordare il motto da sempre perseguito alla Juventus: "Vincere è l'unica cosa che conta". Anche a costo di dolorose (ma a volte necessarie) cessioni.




