Champions o Europa League. L'Inter spera ovviamente che il ritorno continentale passi per la prima opzione, quella più prestigiosa e soltanto assaporata nella fase a gironi con la precoce eliminazione alle spalle di Barcellona e Tottenham.
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La fine del settlement agreement del FFP prevista per il 30 giugno lascerà ampio respiro ai nerazzurri, non solo in ottica mercato: anche nella lista UEFA ci sarà maggiore possibilità di scelta, senza le restrizioni che nell'ultimo periodo hanno creato gravi problemi di formazione (la panchina composta per lo più da Primavera contro l'Eintracht a San Siro ne è la dimostrazione più lampante).
L'Inter potrà finalmente iscrivere 25 calciatori, di cui 4 prodotti da un vivaio italiano e altri 4 dallo stesso settore giovanile interista. Tale paletto obbligherà Ausilio e Marotta a intervenire per regalare a Spalletti (o chi per lui) dei cavalli di ritorno che possano rispettare questa esigenza: a patto che siano stati tesserati per almeno 36 mesi tra i 15 e i 21 anni.
Come riportato dal 'Corriere dello Sport', il nome più in voga sarebbe quello di Cristiano Biraghi: la Fiorentina lo valuta molto, alla luce della sua militanza con l'Italia che ne ha accresciuto il valore. Spunta pure l'ipotesi Daniel Bessa del Genoa, non allettante sotto l'aspetto tecnico.
Non dimentichiamo Pinamonti e Dimarco, rispettivamente in prestito a Frosinone e Parma. Gravillon è già stato riacquistato dal Pescara dove si sta rivelando uno dei migliori in Serie B, per Radu c'è un diritto di riacquisto dal Genoa esercitabile in questa o nella prossima estate.
A fare al caso dell'Inter anche un certo Mario Balotelli, rinato al Marsiglia sotto la guida di Rudi Garcia. Complicato, se non impossibile, rivederlo però in maglia nerazzurra.






