Il posticipo in programma domenica sera tra Sassuolo e Milan non può essere una partita come tutte le altre per Kevin Prince Boateng che in rossonero ha vissuto forse gli anni migliori della sua carriera.
Il ghanese, rientrato in Italia per vestire la maglia del Sassuolo, intervistato da 'Sportweek' ammette di non avere mai dimenticato il Milan.
" E' la mia squadra del cuore, se segno non esulto: ho troppo rispetto per quei colori. Chi comandava nello spogliatoio, io o Ibra? Diciamo che io ero quello che guidava i giovani, quelli più svegli" , ricorda Boateng.
Quindi il giocatore del Sassuolo ammette i suoi errori del passato: " I primi soldi che ho guadagnato mi hanno fatto sbandare e finire fuori strada , per questo quando chiuderò col calcio giocato voglio dedicarmi ai giocatori a inizio carriera, per aiutarli a non ripetere i miei errori. So di essere un personaggio, al cento per cento. E mi piace".
Infine Boateng spiega la scelta di accettare l'offerta del Sassuolo: "De Zerbi non mi ha chiesto, mi ha ordinato di venire. Volevo tornare in Italia e stare a vicino a Milano, dove andrò a vivere con mia moglie Melissa Satta e mio figlio Maddox quando avrò smesso di giocare.
Cosa vuol dire passare dagli ottantamila di San Siro ai diecimila di Reggio Emilia? Che, se gioco male, ho meno gente intorno che fischia”.




