Niente da fare: l'Avellino non riesce a ribaltare la sentenza della FIGC e a riappropriarsi di un posto in Serie B. Anche il Collegio di Garanzia del CONI va avanti sulla stessa linea: è respinto il ricorso presentato dal club irpino, che dunque è escluso dalla serie cadetta.
La motivazione della sentenza si può leggere in un comunicato pubblicato sul sito del CONI. L'Avellino "sotto il profilo sostanziale apparirebbe in possesso dei requisiti di idoneità e sostenibilità finanziaria", ma "il C.U. n. 49 nel quale è indicata una scansione procedimentale enormemente ristretta, ma nondimeno vincolante, non è stato impugnato nei termini previsti", e dunque "il Collegio non può valutare la legittimità di tali criteri formalistici e respinge il ricorso".
Dopo Bari e Cesena, già escluse e costrette a ripartire dalle serie inferiori dopo il fallimento, un'altra piazza storica del calcio italiano come l'Avellino è dunque esclusa dalla Serie B. Anche se l'avvocato del club campano, Eduardo Chiacchio, preannuncia battaglia con un altro ricorso, questa volta alla Giustizia Ordinaria.
"Le motivazioni non sono ancora chiare - le parole del legale - Incaricheremo un esperto amministrativista per procedere al ricorso al TAR contro una decisione basata su un dettaglio. I margini per una decisione favorevole ci sono".
L'Avellino era stato bocciato dalla CO.VI.SOC a causa del "mancato rispetto dei criteri legali ed economico finanziari": tre le fideiussioni presentate dagli irpini, e non accettate, per l'iscrizione al prossimo campionato di Serie B.
A nulla è servita la mobilitazione del popolo dell'Avellino: nelle scorse ore un centinaio circa di sostenitori irpini si è presentato davanti alla sede del CONI, con tanto di sciarpe, bandiere e fumogeni, senza ottenere però il risultato sperato.
E così, mentre si attende il prossimo capitolo, prosegue un'estate surreale e turbolenta con protagonista la Serie B: nella giornata di domani è in programma anche l'importantissima udienza della CAF, che sbroglierà una volta per tutte la matassa dei ripescaggi decidendo il destino di Catania, Novara, Ternana e Pro Vercelli.


