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Provedel Martinez InterGetty Images

Perché Josep Martinez titolare in Bologna-Inter e perché Provedel: la delicatissima scelta di Chivu

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Josep Martinez l’ha rifatto. Di nuovo ha sbagliato in Champions League, di nuovo un suo errore ha condotto dritto verso una sconfitta, la seconda nelle prime due partite della Fase Campionato. E se il giorno dopo il 3-4 contro il Bruges è stato delicato, non è che i successivi siano molto meglio.

Il mirino dell’Inter è già puntato verso la partita di campionato a Bologna, campo teoricamente complicato. E nell’ambiente nerazzurro si discute del possibile cambio in porta: Martinez lascerà il posto a Ivan Provedel, come si sta vociferando non solo dal post Bruges, ma anche dalle settimane precedenti?

Chivu ci pensa, l’opzione è nell’aria e appare molto concreta. A due giorni dalla gara del Dall’Ara, però, nulla è ancora pienamente deciso. Tanto che sia Martinez che Provedel, per diversi motivi, possono tenersi la speranza di partire dall’inizio.


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  • PERCHÉ MARTINEZ TITOLARE A BOLOGNA

    Spedire Martinez in panchina col Bologna equivarrebbe a una bocciatura, e Chivu questo lo sa benissimo. Già dopo la clamorosa papera contro il Real Madrid avrebbe potuto dare un turno di riposo all’ex portiere del Genoa, ma non l’ha fatto. Soprattutto per questo motivo.

    L’allenatore nerazzurro, del resto, ha sempre difeso pubblicamente il proprio estremo difensore nonostante i non pochi errori. Come successo la sera di Real-Inter, quando aveva un po’ perso la pazienza parlando ai microfoni di Sky.

    “Ma perché dovete nominarlo? - diceva - A me interessa come si reagisce e lui ha reagito alla grande, da grande portiere. Mi interessa quello, come si ritrova fiducia e si ha orgoglio. Quello mi interessa".

    Chivu, insomma, sa bene di avere un compito soprattutto psicologico in questo momento. Come ce l’aveva avuto un anno fa con Yann Sommer: pure lo svizzero era finito nel mirino delle critiche dopo qualche errore, in primis quello nel Derby d’Italia contro la Juventus, ma era stato confermato nella partita successiva, contro l’Ajax, diventando peraltro determinante.

  • PERCHÉ PROVEDEL TITOLARE A BOLOGNA

    Il problema è che gli errori stanno cominciando ad accumularsi uno sopra l’altro. Prima del Bruges c’era stata l’Udinese e prima dell’Udinese c’era stato il Real Madrid. Tre notti da dimenticare, troppe disattenzioni: alcune più gravi e altre un po’ meno, ma tutte evidenti. Con i portieri è così, poco da fare.

    Se da un lato un’eventuale panchina di Martinez potrebbe essere interpretata come una bocciatura, dall’altra rischia di essere necessaria per togliere un pochino di pressione dalle spalle dello spagnolo. Il quale si prenderebbe 90 minuti di pausa, rifiaterebbe, proverebbe a resettare tutto e a ripartire da zero. Con la consapevolezza che l’Inter ha scelto lui, non Provedel, per raccogliere l’eredità di Sommer.

    La mossa ricalcherebbe, ad esempio, quella operata nella scorsa stagione da Luciano Spalletti alla Juventus. Lì Michele Di Gregorio stava vivendo momenti ancora peggiori di quelli di Martinez. E il suo allenatore aveva optato per il cambio tra i pali dopo l’ennesima incertezza, a febbraio contro il Como, schierando Mattia Perin al suo posto nel ritorno del playoff di Champions League contro il Galatasaray.

    “Questo secondo me era un momento in cui Di Gregorio doveva rifiatare, essere tranquillo, mentalizzare alcune cose - avrebbe detto Spalletti qualche settimana dopo - Gli avevo già detto che gli avrei dato un periodo per esibire le sue qualità. Stiamo facendo questo. Poi dalla prossima si vedrà”.
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  • Chivu InterGetty Images

    LE PAROLE DI CHIVU

    Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Bologna-Inter, Chivu si è sentito rivolgere una domanda anche su questo argomento. Ma non ha dato indicazioni sulla propria scelta tra i pali per il match in Emilia.

    "Provedel ha la mia considerazione e la mia stima, lo reputo un portiere che ci darà una mano importante in questa stagione".
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  • GERARCHIE FLUIDE?

    Il ballottaggio Martinez-Provedel all’Inter ricalca proprio quello del 2025/26 tra Di Gregorio e Perin alla Juventus. E va a inserirsi all’interno di gerarchie fluide, potenzialmente mutevoli, meno definite rispetto a quelle di altre squadre. Ad esempio della Roma, prima che Svilar si facesse male. O del Milan.

    Martinez rimane il numero uno dell’Inter, che non ha intenzione di abbandonarlo a sé stesso. Ma Provedel è in agguato e prepara il sorpasso. Come del resto aveva già fatto alla Lazio: nel 2022, appena arrivato dallo Spezia, era il vice di Maximiano e diventò titolare proprio dopo una clamorosa papera del portoghese, con espulsione annessa, in una partita contro il Bologna della prima giornata.

    "Io sono arrivato per essere a disposizione - diceva Provedel ad agosto - devo dimostrare di poterci stare qui, lo devo fare ogni giorno. Sarà poi il mister a decidere, ma io devo dimostrare che posso stare qui, a questo livello: il mio contributo lo darò tutti i giorni dando del mio meglio per la squadra".

    Lo stesso Chivu ha ribadito in quella stessa conferenza, seduto accanto all’ex laziale, che “io non parlo di gerarchie, sapete che per me non esistono titolari”. Ogni tanto è una frase fatta: questa volta, invece, proprio no.

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