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Gasperini IlicicGetty/GOAL

Gasperini si commuove parlando di Ilicic: "Era da Pallone d'Oro"

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Gian Piero Gasperini ha rilasciato una lunga intervista a Storie di Serie, programma di Radio Serie A con RDS condotto da Alessandro Alciato il mercoledì.

Il tecnico ha parlato della sua storia con l'Atalanta che prosegue da otto anni ("meravigliosa"), di Bergamo ("si vive di cose semplici"), del covid ("ognuno usava un pallone solo, le prime mascherine le hanno calate da un elicottero in mezzo al campo") e di tanti altri argomenti.

Di seguito le dichiarazioni su Ilicic, dopo la depressione che lo colpì, su Psg-Atalanta, la vetta più alta calcisticamente raggiunta, sui punti necessari per lo Scudetto, sulle discusse dichiarazioni di Maehle nei suoi confronti, sul doping del Papu e su Walter Mazzari, prossimo avversario in campionato.

  • Josip Ilicic Atalanta Champions LeagueGetty

    SU ILICIC

    “A un certo punto (del periodo covid, ndr) lui ha cominciato ad avere dei sintomi, non stava bene. Lì si è completamente isolato e non sopportava il fatto di non poter tornare a casa, soffriva della lontananza dalla famiglia. Da quel momento ha avuto delle difficoltà, noi gli siamo sempre stati vicino. Ricordo la partita di Valencia, dove fece quattro gol: era tra i migliori giocatori in Europa, avrebbe potuto vincere il Pallone d’Oro. Quando dovevamo andare a Lisbona contro il PSG, la settimana prima ero andato a trovarlo in una clinica: aveva perso 10-12 kg…(si interrompe e si commuove ricordando l’episodio, ndr)".

  • PSG Atalanta 2020Getty

    SU PSG-ATALANTA

    “È stato il momento più alto della mia carriera a livello di risultato, ci sono stati momenti validi come espressione di gioco. Eravamo a 2 minuti da una semifinale di Champions League. Per come era andata la partita sarebbe stata meritata. Nel secondo tempo è entrato Mbappe: lì è cambiata la partita. Eravamo stati fortunati in un paio di occasioni, ma sembravamo in controllo del match. Nei minuti finali, invece, abbiamo perso Freuler e abbiamo cambiato qualcosa a centrocampo. Con lui in campo sono sicuro che sarebbe stato seguito l’inserimento che ha portato al gol del PSG. Avevamo perso Gomez, mancava Ilicic, però siamo stati vicinissimi a quella semifinale. Da una parte è un rammarico, dall’altra è giusto accettare il risultato di una grande squadra. Tifavano tutti per noi? Eravamo la “piccola squadra” che di colpo si era ritrovata al tavolo con i grandi. Il campo ti dà sempre la possibilità di dimostrare il tuo valore, anche perché per una società come la nostra salire di livello è difficile”.

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  • SUL SOGNO SCUDETTO

    "Io faccio sempre valutazioni tecniche. L’Atalanta viaggiava sui 40-50 punti di media, di colpo ha avuto un’evoluzione e i punti sono diventati più di 70. Per arrivare a vincere lo scudetto ne servono più di 80 probabilmente: non ci siamo ancora riusciti. Per noi, il traguardo possibile era la vittoria della Coppa Italia: l’abbiamo sfiorata due volte. Tutte le altre competizioni sono difficili da vincere perché c’è una grande disparità tra le squadre: le big hanno risorse enormi in tutti i campionati. Le disparità economiche sono notevoli, i profitti maggiori arrivano dai diritti televisivi che però non sono divisi in maniera equa: è difficile competere".

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  • MaehleGetty Images

    SU MAEHLE CHE LO DEFINÌ "UN DITTATORE":

    “Il mondo della comunicazione è in difficoltà, rispecchia sempre meno le persone. Per fare titoli si è disposti a passare sopra qualsiasi cosa, raccontando le cose in modo sbagliato. Io non sono il miglior esempio di comunicazione, ma è un mondo complicato, anche perché tutti al giorno d’oggi possono comunicare. È tutto rumore, c’è poca sostanza. Un po' di onestà intellettuale in più sarebbe importante”.

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  • Gomez Gasperini AtalantaGetty

    SULLA SQUALIFICA DI GOMEZ

    “Mi dispiace umanamente. In questi casi bisogna essere molto severi, ma nel calcio i casi di doping sono dovuti a incuria, raramente con la volontà di alterare le prestazioni. Quello che è successo a lui è brutto, mi dispiace perché era appena tornato in Italia e poteva fare qualcosa di buono. Lui è andato via senza salutare, spero che ci sia la possibilità, prima o poi, che possa tornare a Bergamo per avere un saluto come è giusto che sia”.

  • SU MAZZARRI

    “Sono legato ai derby di Genova contro di lui. Erano belle sfide, la Sampdoria viaggiava in Europa mentre il Genoa arrivava dalla B, ma è riuscito in due anni a ottenere grandi risultati. Era un derby con tanti giocatori forti, penso a Pazzini, Cassano, Milito, Thiago Motta… erano grandi partite. Io ho sempre bazzicato tra Atalanta e Genoa, lui è passato da Napoli, Inter e Torino: sono sempre state grandi sfide. Atalanta-Napoli sarà una partita importante per entrambe le squadre, loro per il cambiamento che hanno avuto, noi perché iniziamo una serie di partite importanti”.

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