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FC Internazionale Milano v Club Brugge KV - UEFA Champions League 2026/27 League Phase MD2Getty Images Sport

Come cambia l'Inter dopo la Champions: il sostituto di Lautaro, il dualismo Martinez-Provedel, i casi Barella e Dimarco e l'atteggiamento

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La sconfitta in Champions contro il Club Brugge potrebbe rivelarsi uno spartiacque per la stagione dell'Inter e per alcuni dei suoi protagonisti.

Chivu dovrà analizzare tanti aspetti e prendere delle decisioni importanti nelle prossime settimane. E dovrà farlo senza il suo capitano Lautaro Martinez.

  • COSA FARE CON MARTINEZ E PROVEDEL

    Partiamo dal discorso portiere.

    Josep Martinez ha vissuto un'altra serata negativa in Champions con un altro errore non all'altezza della competizione.

    Provedel avrebbe dovuto giocare già col Parma, ma Chivu ha scelto di confermare il portiere spagnolo e adesso si trova a un bivio.

    Perché il rischio in questo momento è doppio: l'eventuale avvicendamento può colpire duramente l'autostima di Martinez, che ha già il morale sotto i guanti per l'ennesima sciocchezza, mentre il sostituto giocherebbe la prima partita nell'Inter con la pressione di non poter sbagliare, essendo stato scelto proprio per rimediare alle difficoltà del compagno.

    A Bologna vedremo come verrà gestita la situazione: Chivu vuole prima parlare a Martinez e testarne la tenuta psicologica, perché lo considera un ottimo portiere, poi deciderà se confermarlo o no. In tutti e due i casi si tratterebbe comunque di una sentenza a tempo, niente di definitivo. Se dovesse toccare a Provedel, l'ex Lazio giocherebbe poi anche con lo Shakhtar in Champions.


  • I CASI BARELLA E DIMARCO

    Ci sono poi due giocatori che stanno rendendo nettamente al di sotto delle aspettative e non si tratta di due giocatori qualunque. Stiamo parlando infatti di Barella e Dimarco.

    Il primo, in realtà, ha subito da tempo un'involuzione evidente che è stata parzialmente frenata dall'ottimo finale della scorsa stagione. Già a Madrid, però, Barella era stato tra i peggiori e ha confermato le impressioni negative anche contro il Club Brugge.

    Dimarco, invece, è reduce dall'ultimo campionato da record e vederlo così poco impattante sul gioco dell'Inter fa impressione. In questo momento sia Sucic che Carlos Augusto sembrano averne di più.

    A Bologna, per questo motivo, potrebbe toccare a loro, ma se la condizione non dovesse migliorare, Barella e Dimarco rischiano di non essere più due imprescindibili per Chivu.

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  • IL SOSTITUTO DI LAUTARO

    E adesso c'è da fare i conti pure con l'infortunio di Lautaro, che salterà persino il derby e tornerà dopo la sosta.

    Il Toro non ci sarà nemmeno nelle due partite già fondamentali in Champions contro Shakhtar e Feyenoord.

    Fortunatamente il Pio Esposito di questo inizio di stagione ha dimostrato di poter dare tutte le garanzie che servono a Chivu per poter giocare al fianco di un Thuram finalmente vicino alla sua migliore versione.

    Lautaro è sempre Lautaro, ma il problema del resto non è mai stato l'attacco per l'Inter da quando è cominciata la nuova annata. Inoltre c'è pure un Bonny in ottima forma, entrato molto bene nel finale contro il Brugge.

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  • NESSUNA RIVOLUZIONE TATTICA

    Non è previsto infine nessun cambiamento radicale sotto l'aspetto dell'atteggiamento tattico.

    Quello che dovrà cambiare è necessariamente l'attitudine mentale, con un'Inter che quest'anno ha troppo spesso sottovalutato l'avversario e ha messo la ferocia che serviva per far funzionare alla perfezione il suo sistema di gioco solo quando era già andata sotto.

    Chivu non è intenzionato a cambiare il proprio stile di gioco. Il problema sarebbe soprattutto di atteggiamento generale, non di tattica o di qualità. L'idea di cui parla spesso Chivu rimarrà dunque la medesima, con gli aggiustamenti opportuni di volta in volta. L'Inter non rinuncerà alle pressioni, si allenerà per esercitarle con maggiore efficacia.

    D'altronde è difficile pensare a un'Inter col baricentro basso per proteggere la difesa, perché non dispone più di marcatori puri come Acerbi e De Vrij che potevano permettersi di attuare quello stile di gioco. Quindi l'Inter non cambierà le sue caratteristiche, ma ha il dovere di migliorarle, specialmente per quanto riguarda i duelli uno contro uno e le seconde palle, costate carissime contro il Brugge.

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