Hai più di 24 anni?

Help us verify your age by providing an honest response. This site contains gambling advertising for 24+.

Age-restricted content

Non hai l'età minima richiesta per visualizzare contenuti relativi alle scommesse. Verrai reindirizzato alla pagina iniziale.

alt
Pubblicità
Pubblicità

Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.

+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Andrea Conti IbrahimovicGetty Images

Andrea Conti su Ibrahimovic: "Al Milan i ragazzi della Primavera piangevano per certi suoi comportamenti"

Pubblicità

Andrea Conti, classe 1994 ex Atalanta ed ex Milan, racconta la sua avventura calcistica e il suo calvario: un’operazione al crociato sbagliata, un secondo infortunio al ginocchio e, infine, il ritiro a soli trent’anni. Di seguito i passaggi più importanti dell'intervista al Corriere della Sera.


Tutto è partito con l’Atalanta di Gasperini.

"Il miglior allenatore mai avuto. Ricordo la preparazione estiva con lui: ci aveva massacrato. Oppure quando il giorno prima di un Inter-Atalanta ci aveva fatto fare forza in palestra. Eravamo increduli. In campo, però, volavi".


E dopo un anno, ecco il Milan.

"Mi volevano i rossoneri e il Chelsea. Appena atterrato a Ibiza per le vacanze, la chiamata del mio procuratore: “Devi venire a Milano per le visite mediche”".


  • Il crociato.

    "Una mazzata. Ho capito subito che si trattasse di qualcosa di grave. Uno sconforto totale. Ero al primo anno al Milan, avevo appena conquistato la Nazionale. Le prime soddisfazioni dopo tanti sacrifici. E in quei momenti i pensieri sono infiniti. Quando e come sarei tornato, se la caviglia avesse causato l’infortunio, la responsabilità nei confronti di club e tifosi. Anche se il peggio doveva ancora arrivare. L’intervento non è andato bene. Come l’ho scoperto? Mesi dopo, quando mi sono rotto per la seconda volta il crociato".


    Il ritorno al Milan nell’anno dello Scudetto.

    "Si respirava un’atmosfera diversa. Il mister era stato bravo a creare un grande gruppo. La presenza di Maldini era fondamentale. E l’arrivo di Ibrahimovic qualche mese prima è stato decisivo. Con lui eri costretto ad alzare il livello. Mi è capitato di vedere ragazzi della Primavera piangere quando erano aggregati con la prima squadra per certi suoi comportamenti. Fuori dal campo, invece, cambiava: scherzoso e simpatico".




  • TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

    Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

    Segui GOAL su Google