PUZZLE ITALIA: ROAD TO EURO 2020
Sette mesi al debutto dell'Italia agli Europei: 19 maglie prenotate, gli ultimi dubbi di Mancini

12 Giugno 2020: mancano esattamente sette mesi al debutto dell'Italia a Euro 2020, manifestazione che segna il ritorno degli azzurri sulla scena internazionale, dopo aver assistito da spettatori al Mondiale 2018.
Mancini ha plasmato un gruppo capace di dominare il girone di qualificazione e conquistare l'accesso agli Europei con due giornate d'anticipo, per questo motivo difficilmente farà grandi cambiamenti.
Mercato, prestazioni e ovviamente infortuni potranno sicuramente influire sulle scelte del ct da qui al termine della stagione, ma nel complesso lo zoccolo duro della Nazionale è già presente e Mancini si affiderà a quei giocatori che hanno conquistato il pass per l'Europeo.
Tuttavia c'è ancora qualche dubbio e non è escluso che possa esserci qualche sorpresa tra i convocati. Andiamo dunque ad analizzare, pezzo per pezzo, come potrebbe comporsi il puzzle azzurro in vista di Euro 2020.
PORTIERI

La gerarchia dei portieri azzurri appare già piuttosto definita. Gigio Donnarumma è diventato il titolare indiscusso dopo l'addio di Buffon e ha giocato dieci partite su 16 in totale da quando Roberto Mancini è commissario tecnico. Durante le qualificazioni agli Europei ha saltato quattro partite - due per infortunio e due per turnover- con Sirigu che ha preso il suo posto tra i pali.
Il portiere del Torino ha collezionato sei presenze sotto la guida di Mancini ed è da considerare a tutti gli effetti il vice di Donnarumma. Nelle ultime stagioni con la maglia granata si è segnalato come uno dei migliori portieri della Serie A, riconquistando così la Nazionale. Mancini lo ha convocato sin dalla prima partita della sua gestione, l'amichevole del maggio 2018 contro l'Arabia Saudita.
La prima gara ufficiale l'ha giocata a marzo dello stesso anno contro il Liechtenstein ed ha sostituito l'infortunato Donnarumma anche nelle successive due gare di qualificazione agli Europei contro Grecia e Bosnia. Con il ritorno di Gigio, Sirigu si è riaccomodato in panchina prima di tornare nuovamente titolare nella gara di ritorno contro il Liechtenstein, quando l'Italia era già sicura di aver ottenuto un posto ai prossimi Europei.
I ruoli di primo e secondo portiere, a meno di infortuni, sono dunque già assegnati. Per quanto riguarda il terzo la situazione è un po' più ingarbugliata. Inizialmente Mancini si era affidato a Perin per completare il reparto con Donnarumma e Sirigu, ma il suo infortunio alla spalla ha condizionato sia il suo impiego in Nazionale che la sua stagione, facendo saltare il trasferimento al Benfica in estate.
Con Perin infortunato, Mancini ha scelto di chiamare Cragno come terzo portiere per le prime gare di qualificazione agli Europei. Ma a settembre anche il portiere del Cagliari ha dovuto fare i conti con un grave infortunio alla spalla che l'ha costretto ad operarsi. Entrambi dovrebbero rientrare a partire da gennaio 2020 ma in questo momento è difficile prevedere come si evolverà la loro stagione, con Cragno che si troverà davanti un ottimo Olsen e Perin che sarà costretto a lasciare la Juve per giocarsi le sue chance.
Allo stato attuale delle cose il ballottaggio per il ruolo di terzo portiere agli Europei è dunque tra Gollini e Meret: quattro le convocazioni per il portiere dell'Atalanta, tre per quello del Napoli. Nella gara di ottobre contro il Liechtenstein sono stati chiamati entrambi da Mancini in assenza di Donnarumma, ma per l'Europeo ne resterà soltanto uno. La sfida a colpi di parate è più che mai aperta.
I POSSIBILI CONVOCATI
- DONNARUMMA
- MERET
- SIRIGU
DIFENSORI

La direzione presa da Mancini è chiara: il 4-3-3 è il modulo di riferimento, l’assetto difensivo, dopo il flop di Ventura con la difesa a 3, non è assolutamente in discussione. Saranno presumibilmente 7 i difensori convocati per Euro 2020. I pilastri sono sempre bianconeri: Bonucci è il punto fermo per eccellenza di questa Nazionale, l’unico sempre presente in tutte le gare di qualificazione agli Europei disputate finora durante la gestione Mancini, spesso con la fascia da capitano al braccio. Fascia che appartiene però a Giorgio Chiellini, attualmente ai box per la lesione al legamento crociato anteriore rimediata a fine agosto. Il piano di recupero di ‘Re Giorgio’ dovrebbe consentirgli di tornare in campo in primavera, in tempo utile per essere a disposizione del ct per gli Europei. Altra maglia blindata è quella del padrone della fascia sinistra: Mancini ha scelto di puntare con decisione su Emerson, che sembra ormai aver guadagnato lo status di titolare anche con Lampard nel Chelsea. Sulla destra altro posto prenotato: Florenzi, per duttilità ed esperienza, è una risorsa alla quale difficilmente Mancini potrà rinunciare.

Chiude il quadro dei favoritissimi Alessio Romagnoli, alternativa naturale a Giorgio Chiellini. Il capitano del Milan deve guardarsi le spalle dalla concorrenza agguerrita di Acerbi, ma alla fine il ct potrebbe decidere di portare entrambi agli Europei, considerando l’inevitabile punto interrogativo legato alle condizioni del campione della Juventus. Izzo, Spinazzola, Mancini, De Sciglio, Di Lorenzo e Biraghi a contendersi l’ultimo spot: duttilità la parola chiave, tutti giocatori in grado di ricoprire più posizioni, eccezion fatta per l’esterno dell’Inter, non a caso il più indietro attualmente nelle gerarchie. Ma non è da escludere che alla fine Mancini possa decidere di convocare 8 difensori e aprire le porte dell’Europeo ad un esterno puro (Spinazzola in netto vantaggio) e ad un giocatore in grado di ricoprire più ruoli come Izzo o Mancini.
I POSSIBILI CONVOCATI
- ACERBI
- BONUCCI
- CHIELLINI
- EMERSON
- FLORENZI
- ROMAGNOLI
- SPINAZZOLA
CENTROCAMPISTI

Il reparto di centrocampo, quello che solitamente offre maggiori alternative tattiche, stavolta è stato delineato sin da subito. Barella, Jorginho e Verratti, come trio, hanno convinto sin da subito e han preso in mano il centrocampo dell’Italia di Mancini, inanellando prestazioni positive anche nei momenti di maggiore difficoltà con le maglie dei rispettivi club.
In particolar modo Nicolò Barella, che prima dell’arrivo del Mancio non aveva mai vestito la maglia della Nazionale maggiore, ha impiegato pochi mesi per diventare intoccabile nello scacchiere tattico azzurro, ancor prima di diventare un punto di forza dell’Inter.
Jorginho invece aveva già indossato la maglia azzurra durante l’infausta gestione Ventura ma è stato Mancini a renderlo elemento indispensabile per la nostra Nazionale, quando già qualcuno iniziava frettolosamente a mettere in dubbio la bontà della scelta di “puntare su un brasiliano che non fa la differenza”.
Più duraturo invece il rapporto con l’azzurro di Marco Verratti, che ha indossato per la prima volta la maglia della Nazionale nell’ormai lontano 2012, quando sulla panchina sedeva Cesare Prandelli, che puntò su di lui nel periodo immediatamente successivo all’Europeo culminato con la roboante sconfitta con la Spagna in finale.
Prima alternativa ai tre titolari è Stefano Sensi: il centrocampista dell’Inter, ancor prima di dare il meglio di sè sotto la guida di Antonio Conte, aveva già convinto in Nazionale quando Mancini, anticipando molti, aveva deciso di puntare su di lui ancor prima che le big del nostro campionato gli mettessero gli occhi addosso.
Sensi, che avrebbe anche le caratteristiche per vestire i panni di vice-Jorginho, è da considerare però principalmente l’alternativa alle due mezzali.
Il vice-Jorginho, allo stato attuale delle cose, sembra invece essere Lorenzo Pellegrini: il centrocampista della Roma, ai box da diverse settimane per un problema al piede, non dovrebbe avere problemi a rientrare in pianta stabile n Nazionale, seppur non con un ruolo da assoluto protagonista. La sua duttilità, le sue caratteristiche tattiche e la sua esperienza internazionale, non da sottovalutare se relazionata alla giovane età, lo rendono un elemento molto utile alla causa.
A completare il ‘roster’ dei centrocampisti c’è il jolly Nicolò Zaniolo: mezz’ala all’occorrenza, esterno per necessità, trequartista per caratteristiche, può fornire tante alternative tattiche al commissario tecnico e, soprattutto, qualora dovesse presentarsi in uno dei suoi “periodi d’oro”, potrebbe essere il valore aggiunto della comitiva azzurra.
I sei, condizioni fisiche permettendo, sembrano ormai certi del posto, mentre a lottare per il settimo slot disponibile sono in tanti. In primis il giovanissimo Sandro Tonali, il cui impatto con la massima serie è stato più che positivo, al punto da valergli l’immediato debutto in Nazionale. Un altro giovane in rampa di lancio è Gaetano Castrovilli, che ha impressionato nel suo avvio di stagione con la maglia della Fiorentina ma che difficilmente riuscirà a scalare le posizioni fino ad arrivare ad Euro 2020.
Più facile invece che ad accaparrarsi l’ultima maglia disponibile sia Bryan Cristante: il centrocampista della Roma, rigenerato dalla cura Fonseca, rientrerà in campo tra qualche mese, e se recupererà in tempo anche la condizione, rimane in pole position per rientrare nella lista di Mancini. Poche le chances residue per Gagliardini, Mandragora e Baselli, che rientrerebbero in lista soltanto in caso di numerose defezioni.
I POSSIBILI CONVOCATI
- BARELLA
- CRISTANTE
- JORGINHO
- PELLEGRINI
- SENSI
- VERRATTI
- ZANIOLO
ATTACCANTI

Per quanto riguarda il reparto offensivo le scelte di Mancini sono già abbastanze indirizzate. Belotti e Immobile saranno le due punte che si contenderanno un ruolo da titolare nel tridente, come già successo
durante le qualificazioni. Entrambi hanno avuto alti e bassi, tra panchine e mancate convocazioni, ma la loro presenza agli Europei non dovrebbe essere affatto in discussione.
Il 'Gallo' è stato l'attaccante più impiegato da Mancini (11 presenze) dopo Federico Chiesa, che ha disputato 14 partite su 16 in totale da quando il ct si è insediato nel maggio 2018.
A dieci ci sono Insigne e Bernardeschi, che si sono alternati come titolari nel tridente azzurro, giocando anche insieme in occasione della sfida contro la Bosnia dello scorso giugno.
Belotti, Immobile, Insigne, Chiesa e Bernardeschi: loro cinque sono già potenzialmente all'Europeo, ma rimane ancora un posto da assegnare. Ipotizzare chi sia il giocatore che andrà a completare il parco attaccanti azzurro non è affatto semplice, anche perché sono stati tanti i giocatori chiamati da Mancini nel corso del suo mandato e molto dipenderà da quello che sarà il loro rendimento da qui alla fine della stagione.
Partiamo da quello che con Mancini ha disputato più partite: Domenico Berardi. Inizialmente sembrava potesse finalmente diventare protagonista in nazionale, ma dopo cinque presenze tra Nations League ed amichevoli non è mai stato convocato per le gare di qualificazione agli Europei. Mancini ha deciso di richiamarlo solo adesso per le ultime due partite del girone, ma Berardi ha dovuto dare forfait causa infortunio.
A quattro presenze c'è Kevin Lasagna, che rimane uno dei fedelissimi di Mancini nonostante un inizio di stagione con l'Udinese non certo esaltante. Durante le qualificazioni ha giocato appena 7 minuti contro
l'Armenia, ma è rimasto comunque nel giro dei convocati.

Tre presenze a testa invece per Balotelli, Politano, Quagliarella e Kean. Questi ultimi erano stati grandi protagonisti delle prime partite di
qualificazione, ma da giugno in poi non sono più stati convocati. Molto dipenderà dal mercato (per quanto riguarda Kean, destinato al ritorno in Serie A dopo essere finito ai margini nell'Everton) e da come si evolverà la stagione della Sampdoria nel caso di Quagliarella, al momento lontanissimo dai numeri dello scorso campionato.
Manca addirittura da marzo Politano, che se non dovesse aumentare il suo minutaggio all'Inter sarà quasi sicuramente tagliato fuori. Rimane come sempre viva la suggestione Balotelli, specie con Mancini in panchina. Il ct lo aveva subito convocato per le amichevoli e la Nations League, ma ormai è da più di un anno che Super Mario non veste la maglia azzurra. Il ritorno in Serie A con il Brescia non gli è ancora bastato per guadagnarsi una chiamata e al momento le possibilità di vederlo all'Europeo (considerando Immobile e Belotti) non sono
molte.
La sorpresa potrebbe essere El Shaarawy, che nonostante il trasferimento in Cina gode di grande considerazione da parte di Mancini. Il Faraone è tornato in Nazionale segnando un goal contro il
Liechtenstein ed è stato confermato tra i convocati.
Speranze ridottissime infine per Zaza, Verdi e Grifo, a meno di exploit nella seconda parte di stagione. Ci teniamo come possibile jolly Orsolini, convocato per la prima volta da Mancini è in grande crescita con il Bologna.
I POSSIBILI CONVOCATI
- IMMOBILE
- BELOTTI
- INSIGNE
- CHIESA
- BERNARDESCHI

