Siviglia-Juventus 1-3: Tris in rimonta, qualificazione e vetta del girone
Moise Kean Sevilla Juventus
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La Juventus in rimonta batte un ottimo e stoico Siviglia, grazie alle reti di Marchisio, Bonucci e Mandzukic. Inutile la rete iniziale di Pareja.

Missione centrata. La Juventus, pur soffrendo, espugna il 'Ramon Sanchez-Pizjuan' e centra la missione qualificazione. Ma c'è di più; c'è – giustappunto – il momentaneo primato nel gruppo H. Un lampo di Bonucci a gelare il pubblico locale e, paradossalmente, a rimandare i giochi per quanto concerne la seconda piazza del girone. In chiusura gioia anche per Mandzukic. Seppur in superiorità numerica, Madama non ha gioco facile contro un Siviglia ben messo in campo. Al netto delle molteplici defezioni, oggettivi problemi di manovra e personalità. Intanto, però, Allegri può sorridere.

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SCELTE OBBLIGATE – Sampaoli, autore allo Stadium di buone intuizioni tattiche, decide di affidarsi a un assetto di quantità e qualità. In porta Sergio Rico; Mercado, Pareja e Rami in difesa; Mariano, N'Zonzi, Iborra ed Escudero tra corsie esterne e cuore pulsante della linea metodista; Vazquez, Vietto e Vitolo a gestire il reparto offensivo. Nessuna novità, rispetto alla vigilia, per Allegri: Buffon a difendere i pali, l'ex Dani Alves, Bonucci, Rugani ed Evra nel pacchetto arretrato; Marchisio in cabina di regia affiancato da Khedira e Pjanic; Cuadrado e Alex Sandro, impegnati nella doppia fase, alle spalle di Mandzukic.

LA APRE PAREJA – Personalità bianconera nei primi minuti, baricentro alto ed esterni preposti ad affondare per creare la superiorità numerica. Ma, alla prima occasione, è il Siviglia a trovare il vantaggio: da una respinta corta – coordinandosi magistralmente – Pareja fulmina Buffon. Colpo tremendo per gli ospiti, distanze ampie tra i reparti e Siviglia proiettato ad amministrare il vantaggio senza forzare le giocate. Sulle ali dell'entusiasmo, gli spagnoli hanno gioco facile: sinistro di Escudero sopra la traversa non di molto. La Juventus si fa vedere per la prima volta da Sergio Rico con un tiro-cross di Cuadrado, tentativo ben gestito dall'estremo difensore iberico.

MARCHISIO NON SBAGLIA – Pjanic confusionario in diversi appoggi semplici. Il Siviglia, sicuro del proprio possesso palla, palesa grande concentrazione. E, il nervosismo della Vecchia Signora, sfocia nel giallo per Mandzukic. Lo stesso croato, innescato da Cuadrado, non trova lo specchio da posizione favorevole. Il colombiano è l'elemento più incisivo della compagine zebrata, dai suoi piedi nascono potenziali occasioni per Madama, vedi Khedira a cercare il pareggio con una conclusione pregevole. Vazquez, all'insegna della massima ingenuità, in poco tempo racimola due gialli e lascia gli andalusi in inferiorità numerica. Nel finale di primo tempo: trattenuta su Bonucci; rigore trasformato da Marchisio.

ALLONTANATO SAMPAOLI – Il tecnico argentino, per forza di cose, è costretto a rivedere il piano gara. Dentro Sarabia per Vietto con Vitolo unico terminale offensivo. Diverse le sportellate per Mandzukic, poca abilità nella gestione dei possessi aerei. Juventus a fare partita, Siviglia di pura ripartenza. Rami, di testa, prende il tempo su Bonucci ma la torsione non si rivela produttiva. Pur in undici contro dieci, i bianconeri faticano a costruire possessi puliti e proficui. L'ambiente s'accende, Sampaoli viene allontanato dal direttore di gara per reiterate proteste. Pjanic, sornione, prova a sorprendere Sergio Rico, il quale si rivela ancora una volta attento.

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PASSA LA JUVE – Allegri getta nella mischia Sturaro per Evra, Alex Sandro più basso. Il Siviglia non sembra soffrire l'inferiorità numerica, ordine in ogni settore del campo, pochi pericoli. Kranevitter per un esausto Mariano. I bianconeri, muovendosi non in maniera oculata senza palla, facilitano il lavoro degli andalusi. Mandzukic, poco reattivo, non agevola lo sviluppo in attacco. Dopo l'esordio in campionato, Kean racimola la sua prima presenza in Champions League. Ma è Bonucci a pescare il jolly dalla distanza, regalando il sorpasso e, parallelamente, il momentaneo primato nel gruppo H. Sussulto finale di Mandzukic. Triplice fischio finale e, dopo aver assaporato l'inferno, ecco il paradiso per i campioni d'Italia.

 

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