"Zozulya nazista": il Betis si riprende l'ucraino dal Rayo

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Zozulya
Getty Images
Ceduto ieri al Rayo ma nel mirino dei tifosi, Roman Zozulya tornerà al Betis: lo ha annunciato il ds biancoverde Torrecilla. "Vogliamo proteggerlo".

Poco più di 16 ore: tanto è durata l'esperienza di Roman Zozulya con la maglia del Rayo Vallecano. Da oggi l'ucraino, che ieri in tarda serata era stato ceduto dal Betis, è sulla via di ritorno per Siviglia. Un record, anche se il motivo è particolare: le accuse politiche mossegli dai tifosi di Vallecas.

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"Ha simpatie naziste, non lo vogliamo", la protesta di un gruppo di sostenitori biancorossi. Il motivo? Una vecchia foto che ritraeva Zozulya con addosso una maglietta apparentemente raffigurante un simbolo dell'estrema destra ucraina. "Lo stemma della maglia era quello dell'Ucraina con dei versi del poeta Taras Shevchenko, studiato in tutte le scuole dell'Unione Sovietica", si è giustificato il giocatore". Ma non è servito a nulla.

Il direttore sportivo del Betis, Miguel Torrecilla, ha infatti comunicato di aver raggiunto un accordo con il Rayo per riportare Zozulya a Siviglia, cancellando dunque il prestito semestrale stipulato ieri sera: irrespirabile l'aria di Madrid per un giocatore che, tecnicamente parlando, sarebbe stato comunque lussuoso per la Segunda Division (un anno e mezzo fa ha giocato in finale di Europa League con il Dnipro).

"Ci siamo accordati, per proteggere la persona e il giocatore, che Zozulya torni a Siviglia - le parole di Torrecilla a 'Radio Betis' - I dipartimenti giuridici di entrambi i club stanno continuando il processo, informeremo più avanti come andrà a finire questa situazione".

Zozulya, secondo il ds, "è molto provato, non si aspettava che potesse accadere tutto questo. Ieri ha dedicato un testo a tutta la tifoseria del Rayo, ma sembra non sia stato recepito da determinati settori. Accoglieremo il giocatore nella nostra squadra".

 

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