Zapata e il suo addio al Napoli: “Non mi hanno considerato, due mesi da emarginato”

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L'attaccante della Sampdoria, Duvan Zapata, in un'intervista a La Gazzetta dello Sport, svela: "Al Napoli da emarginato, fortuna che c'è Ferrero".

Duvan Zapata è stato uno dei protagonisti della sessione estiva di calciomercato. Terminata l’avventura all’Udinese, il centravanti colombiano, una volta fatto ritorno al Napoli, è stato accostato a diversi club della Serie A.

Alla fine a spuntarla è stata la Sampdoria che si è garantita un giocatore in grado sin qui di realizzare due reti in tre partite di campionato disputate, portandolo all’ombra della Lanterna con la formula del prestito con obbligo di riscatto.

Zapata, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha svelato cosa l’ha portato a lasciare Napoli: “Non mi hanno considerato. Ero reduce dalla mia migliore stagione in Italia, credevo di poter dire la mia. Invece sono rimasto due mesi emarginato, allenandomi a parte. Per fortuna è arrivato Ferrero, che ha fatto tanto per portarmi qui. Tra l’altro lui mi voleva già due anni fa, quando l’allenatore era Zenga”.

Zapata alla Sampdoria prende il posto del suo connazionale Muriel: “E’ vero, ma voglio superarlo: punto a fare più gol di lui nella Sampdoria e a diventare l’attaccante colombiano che ha segnato di più in Italia”.

Giampaolo, per velocizzare la fase di ambientamento, ha ‘costretto’ l’attaccante colombiano a lunghe sedute davanti alla Tv: “Mi ha fatto vedere i video degli allenamenti, perché imparassi i movimenti. Con Quagliarella ci siamo subito intesi proprio perché abbiamo movimenti distinti, dovuti al gioco dell’allenatore. Giampaolo fa diventare importanti anche le cose che sembrano banali”.

Zapata ha spiegato dove può arrivare questa Sampdoria: “Più in alto possibile. La Champions è un sogno, l’Europa league un traguardo più alla portata. Parlando con i compagni ho capito che il salto di qualità si può fare in partite come quella di sabato. Vincere contro le grandi conta, ma è con le formazioni medie e piccole che puoi fare la differenza”.

 

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