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Champions League

Vignola l'ammazza-Porto: "Ricordo indelebile. Juventus ancora favorita"

12:55 CET 21/02/17
Vignola Juventus Porto 1984
Beniamino Vignola ricorda a Goal la sua notte di gloria in Juventus-Porto del 1984 e guarda alla sfida di domani: "Quell'attacco è impressionante".

Chi meglio di Beniamino Vignola conosce il Porto? Proprio lui nella magica finale di Coppa delle Coppe del 16 maggio 1984, a Basilea, giustiziò i lusitani con un goal e un assist, portando il trofeo a Torino. Centrocampista dai piccoli piedi fatati, giocava mezz'ala o suggeritore dietro le punte, ed era dotato di grande tecnica; fisico minuto, ma visione di gioco panoramica. Con la Juventus ha vinto tanto: scudetto, Coppa delle Coppe, Coppa dei Campioni e Supercoppa Europea. Un uomo duttile al servizio della Vecchia Signora.

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Vignola, cosa ricorda di quella finale di Basilea? “Ovviamente ricordo tutto nei minimi dettagli, per me fu una serata fantastica, io che ero al primo anno di Juventus. Ebbi la fortuna di disputare una grande partita con i miei compagni e sollevammo meritatamente il trofeo. Un goal e un assist per Boniek, fu davvero una grande prestazione di squadra e una mia soddisfazione personale incancellabile. Certe partite rimangono indelebili nella memoria e mi verrebbe ancora voglia di giocarle oggi dopo tanti anni”.

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La Juventus trova sulla sua strada nuovamente il Porto...“La Juventus sulla carta è favorita perché, allora come oggi, ha un potenziale nettamente superiore agli avversari portoghesi. Noi riuscimmo a mettere sotto i biancoblù in una partita secca, i ragazzi di Allegri hanno a disposizione 180' per passare il turno, e da affezionato ai colori bianconeri sono certo che ce la farà. Unica cosa, non bisogna sottovalutare l’avversario perché le sorprese amare nel calcio sono sempre dietro l’angolo”.



Quali sono le differenze tra la Juventus di oggi e quella in cui lei ha giocato? “All’epoca trovai un allenatore stupendo come Trapattoni e un presidente unico come Boniperti, i quali mi aiutarono ad inserirmi alla grande, facendomi tirare fuori tutte le mie qualità. Proprio allora vennero gettate le basi per una Juventus vincente anche in Europa, con trionfi rimasti nella storia, cosa che auspico succeda anche con questa truppa targata Allegri. Il pedigree vincente della Juventus sta scritto nel suo Dna. La Vecchia Signora di oggi si commenta da sola, una compagine fortissima che, come all’epoca, può davvero vincere tutto”.

Portoghesi pericolosi da sempre per caratteristiche di palleggio e fitta ragnatela a centrocampo: “Sì, questa peculiarità è tipica del Porto e delle squadre di quel paese; anche noi ci trovammo a fronteggiare queste situazioni e succederà anche a Buffon e compagni. L'importante, in Europa, è l’atteggiamento e la voglia di osare, queste sono le modalità che possono fare la differenza, poi con questo nuovo abito tattico all'insegna del 4-2-3-1, la Juventus può davvero colpire gli avversari e sono certo che lo farà. Servirà attenzione e pazienza in quel di Oporto ma questa squadra ha bocche da fuoco impressionanti che possono gonfiare la rete in qualsiasi momento. Nessuno ha Higuain, Dybala e Mandzukic, senza dimenticare Cuadrado”.

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Come finirà la sfida in terra portoghese? “Vedo un pareggio con reti anche se sarebbe basilare non subire goal, mentre la Juventus una rete la segna sempre, sarebbe davvero un bel vantaggio da spendere poi allo Stadium. Se la Juventus farà ciò che sa fare, il passaggio del turno, seppur al cospetto di avversari insidiosi, sorriderà ai bianconeri”.

E' rimasto vicino ai colori bianconeri? “Sì, lo sono da sempre e devo dire che la società tratta molto bene noi vecchi calciatori; invitandoci alle partite, facendoci sentire vicini alla storia bianconera, rendendoci partecipi. Insomma, la Juventus è e sarà sempre nel mio cuore”.