Vieri avverte la Juventus: "Champions? Se ossessione sarà, la pagherà cara"

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(C)Getty Images
Christian Vieri parla alla 'Gazzetta dello Sport': "La Juventus deve stare tranquilla, vivere la Champions con la sicurezza dei forti".

Christian Vieri ha giocato sia con la maglia della Juventus che con quella dell'Inter; chi meglio di lui per analizzare il Derby d'Italia di domenica sera? 'La Gazzetta dello Sport' infatti lo ha intervistato per conoscere il suo parere, ma c'è stato modo e tempo anche per parlare di altro.

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"Inciderà pochissimo sullo Scudetto. Parliamo comunque del derby d’Italia, una partita che lascia un segno importante a prescindere, soprattutto dal punto di vista mentale, dell’autostima. E in questo senso i tre punti potrebbero fare molto bene soprattutto all’Inter. Inter da Scudetto? Calma, aspettiamo 3-4 mesi per capire quanto gap sia stato realmente recuperato rispetto alla Juve e pure al Napoli. Di certo, l’Inter sta dando segnali importantissimi di continuità, solidità, organizzazione, tecnica e coraggio".

Poi Vieri si sposta sulla Juventus, commentando il cambio di gestione tecnica di questa estate.

"Con Sarri si è voluto cambiare filosofia, mentalità. Sarri vuole comandare la gara, vuole il palleggio. Non è una questione di modulo ma più che altro di approccio. D’altronde la Champions si vince se attacchi, non speculi e cerchi di fare tu la partita. Premesso che in Italia con questa Juve porti a casa a prescindere il 90 per cento delle gare, va data a Sarri la possibilità di sviluppare con calma il suo progetto in generale. Da giocatore, non ho mai visto un tecnico perfezionare una rivoluzione tattica e mentale in un mese: i campioni ti aiutano magari ad accelerare i tempi, le “scorciatoie” non sono comunque possibili. Detto questo, la Juve migliora gara dopo gara, la crescita è già evidente".

Infine, sulla Juventus, Vieri prova a dare un consiglio agli uomini bianconeri per vincere la Champions League.

"Se ossessione sarà, la Juve la pagherà cara. A Torino devono invece stare tranquilli, vivere la competizione con la sicurezza dei forti. A certi livelli è normale puntare al traguardo massimo, sempre. Poi alla fine, però, vince un solo club, e di solito è quello che sa gestire senza sbandamenti le pressioni peggiori, con l’aiuto di una necessaria dose di fortuna".

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