Valencia-Juventus, Cristiano Ronaldo torna nella 'sua' Champions

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Il fuoriclasse portoghese, pronto al debutto in Champions League con la maglia bianconera, sa come fare male al Valencia: 15 reti in 18 partite.

È la sua competizione. Non ci sono altri modi per descrivere l’affinità tra Cristiano Ronaldo e la Champions League. Un successo con il Manchester United e ben quattro con il Real Madrid. Per un totale di cinque sussulti, gli stessi ottenuti nell’ambito Pallone d’oro. Il campione portoghese ama fare le cose in grande e, dopo aver intrapreso percorsi apparentemente inesplorabili, mette nel mirino la perfezione.

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Per centrare questa missione, però, occorre portare la Juventus sul tetto d’Europa. Non un compito semplice, soprattutto considerando il corposo digiuno bianconero datato 1996. Tuttavia, disputando due finali negli ultimi quattro anni, la Vecchia Signora ha alzato decisamente l’asticella.

Dopo le cocenti delusioni ottenute tra Berlino 2015 e Cardiff 2017, Max Allegri lavora per ottenere la meritata consacrazione anche fuori dai confini nostrani. E qui, spendendo una cifra record per il mercato italiano, i dirigenti della Continassa hanno deciso di rendere l’organico semplicemente maestoso.

PS Cristiano Ronaldo

L’allenatore livornese, alle prese con meravigliosi problemi di abbondanza, in ogni ruolo può contare su due interpreti, se non di più, di caratura internazionale. E poi c’è lui: CR7. Sbarcato in estate dal Real Madrid per 117 milioni, il fuoriclasse portoghese – nell’ultimo turno di serie A – è riuscito a trovare le prime gioie in chiave bianconera. Una doppietta, quella rifilata al Sassuolo, fondamentale per accendere i motori in vista del debutto da juventino in Champions League.

Alle porte c’è il Valencia, una squadra che Cristiano Ronaldo conosce molto bene avendola affrontata e punita (15 reti in 18 gare) nelle nove stagioni trascorse nella Liga. Un test affascinante, complicato e significativo. La Juventus, come ammesso nitidamente dal suo presidente, Andrea Agnelli, nel tradizionale discorso di Villar Perosa, vuole tornare a mettere le mani sulla coppa dalle grandi orecchie. E Cristiano Ronaldo, inevitabilmente, dovrà essere l’arma primaria.

La condizione atletica non è ancora delle migliori, altrimenti CR7 dalla sfida contro il Sassuolo sarebbe uscito facilmente con un poker, ma i segnali – a breve e lungo termine – sono indubbiamente positivi. Detto questo, i meccanismi offensivi vanno ancora perfezionati chirurgicamente.

La Signora sta iniziando a conoscere il suo numero 7, così come il diretto interessato ha iniziato a comprendere usi e costumi bianconeri. Nessun discorso tattico alla base, con un fenomeno del genere addentrarsi in determinate tematiche avrebbe persino del delittuoso. Solo e sostanzialmente questione di tempo.

Lo stesso che sancirà la bontà dell’investimento juventino. Dubbi, fondamentale, non ce ne sono. Madama ha messo a segno il colpo del secolo e ora, giustamente, se lo gode. Insomma, il deve ancora venire: magari partendo proprio dal Mestalla.

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