Totti ricorda Nakata: "Lesse un libro durante la festa Scudetto, un marziano"

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Altri stralci dell'autobiografia di Francesco Totti: "Nesta era un principe, ci chiamavamo di nascosto senza che si sapesse in giro".

L'estate 2001 fu indimenticabile per tutti i tifosi della Roma: il 17 giugno arrivò il successo decisivo sul Parma all'ultima giornata, decisivo per la conquista del terzo Scudetto che rimane ad oggi l'ultimo conquistato.

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Uno degli artefici di quella cavalcata fu senza dubbio Hidetoshi Nakata, acquistato nel mese di gennaio e autore del goal che diede il via alla rimonta sulla Juventus, fermata nella sfida per il titolo sul suo campo col punteggio di 2-2.

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Francesco Totti ha ricordato anche questo episodio nella sua autobiografia 'Un capitano', facendo riferimento all'eccessiva riservatezza del giapponese: "Corro da Nakata per abbracciarlo e baciarlo, gli sono già addosso tutti, lui ha il consueto sorriso quieto, quasi si schermisce. Gli urlo nelle orecchie ‘Sei un mito Hide!‘, più volte, e alla fine lui si volta, esclama ‘Grazie!‘ e poi si allontana, secondo me un po’ infastidito dal contatto fisico, dalla carnalità esibita di un gruppo di giocatori che hanno appena segnato il goal Scudetto e ora si abbracciano in uno stato di estasi".

Ma l'evento più strano accadrà qualche settimana dopo, quando lo Scudetto era ormai realtà: "Canti e balli mi coinvolgono subito, brindo con tutti e resto stupefatto e divertito da Nakata che in quel caos si è seduto in un angolo e sta leggendo un libro. Un marziano".

Grande spazio trova anche l'amicizia con Alessandro Nesta, un rapporto nato sin dai primi anni passati nelle giovanili azzurre nonostante la rivalità cittadina: "Ci siamo sempre piaciuti perché siamo simili – viene detto -: tranquilli, molto riservati, non di rado nei momenti difficili dell’uno o dell’altro ci siamo chiamati di nascosto per confidarci e scambiarci consigli senza che si sapesse in giro. Fra noi c’è sempre stata un’aria buona e un’atmosfera sana".

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