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Sebino Nela racconta la malattia: "Due anni e mezzo di chemio, ho visto la morte..."

09:27 CET 12/02/20
Sebastiano Nela
Sebino Nela, ex calciatore della Roma, racconta al 'Corriere dello Sport' la sua malattia: "Ho pensato di suicidarmi, ma non ho il coraggio".

Sebino Nela esce oggi allo scoperto, in una lunga intervista al 'Corriere dello Sport', raccontato il tumore e la sua malattia in generale. Dagli aspetti più fisici a quelli più sentimentali, passando inevitabilmente per la paura della morte. La descrizione del suo male, fa già capire tutta la forza che Nela ha dovuto pescare da dentro.

"Ho il retto addominale aperto, le viscere spingono, mi esce sempre questo bozzo non bellissimo da vedere. Devo fare pulizia di un po’ di schifezza e mettere una rete di protezione. Dopo di che, continuerò i miei controlli ogni sei mesi. Due anni e mezzo di chemio non sono uno scherzo. Ti guarisce una cosa e te ne peggiora un’altra. Ho avuto degli attacchi ischemici. Ma la pressione è a posto, prendo tre pasticche al giorno e faccio la mia vita normalissima".

Poi si passa inevitabilmente alla paura che tutto possa finire, ma l'ex calciatore della Roma si è preparato per anni a questa evenienza e riesce ad essere sereno.

"Ho visto la morte in faccia. Ho metabolizzato questa cosa. Non so quante volte mi sono ritrovato di notte a piangere nel letto. Ci ho pensato un miliardo di volte. E sai che ti dico, se domani dovesse succedere, ‘sti cazzi… Ti parte un film di tutto quello che hai fatto, il bene e il male. Alla fine, sono soddisfatto della persona che sono. Non ho rimpianti, posso morire anche domani".

Infine, Sebino Nela ricorda Agostino Di Bartolomei, non senza confessare di aver ceduto in alcuni momenti...

"Perché Agostino Di Bartolomei si è ucciso? Lo stimavo immensamente. Un capitano vero. Come devono essere i capitani. Era malato dentro, nell’anima. Ci ho pensato anch’io, spesso, negli anni duri della malattia, ma non ho mai trovato il coraggio".