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Serie A

Scudetto 1926/27 revocato al Torino, Cairo: "Lo rivogliamo"

20:57 CEST 24/05/17
Urbano Cairo Torino chairman
Il presidente del Torino, Urbano Cairo, spiega: "Ho inviato una lettera a Tavecchio, per noi è inaccettabile la revoca di quello Scudetto".

Quella del 24 maggio 2017 è una data che in casa Torino non dimenticheranno probabilmente mai. Dopo tanti anni di attesa ed un lungo lavoro di riqualificazione, il club granata ha potuto inaugurare il nuovo Filadelfia, riportando al suo splendore il mitico impianto al quale sono legate le gesta del Grande Torino, una delle squadre più forti di ogni tempo.

Urbano Cairo, parlando ai microfoni di Sky ai margini dell’evento, ha spiegato: “Non avrei mai preso il Torino dodici anni fa se mia madre non mi avesse spinto a farlo. Il club era appena fallito, andava ricostruito tutto, era una pazzia ed io non ero mai stato nel mondo del calcio. Mi sono preso un rischio, ho vissuto emozioni belle e brutte ma non ho mai mollato”.

Il Torino ha vinto sette Scudetti nel corso della sua gloriosa storia, ce ne è un altro però, quello vinto nella stagione 1926-27 che gli è stato revocato. All’epoca si parlo di un tentativo di corruzione del terzino della Juventus, Luigi Allemandi, che diede vita il primo grande scandalo del calcio italiano, appunto il ‘Caso Allemandi’.

Urbano Cairo è convinto che il Torino debba vedersi assegnato anche quel titolo: “Nell’aprile di quest’anno ho inviato una lettera Carlo Tavecchio attraverso la quale ho chiesto la restituzione dello Scudetto. Il titolo venne revocato perché vennero trovati in un cestino dei pezzi di carta che potevano ricondurre ad un presunto illecito, ma non c’è mai stata una vera commissione che esaminato il caso. Per noi è una cosa inaccettabile”.

Il Torino intanto si gode uno degli attaccanti più forti in assoluto: “Belotti è un nostro giocatore ed ha rinnovato da poco fino al 2021. C’è una clausola rescissoria nel suo contratto, saremo costretti a cederlo solo se qualche club estero metterà sul piatto 100 milioni”.