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Sabri Lamouchi: gli Scudetti in Francia, l'esperienza in Italia e la delusione dei Mondiali '98

10:41 CET 09/11/21
Lamouchi gfx
Centrocampista dinamico e tecnico, Lamouchi gioca con Parma, Inter e Genoa. Nel 2002 i gialloblù lo negano alla Juve: "Il mio dispiacere più grande".

O tutto o niente. Sabri Lamouchi non ha mai amato le mezze misure. Centrocampista tecnico e di gran dinamismo, in grado di ricoprire più ruoli, la sua carriera calcistica è stata un continuo susseguirsi di annate ad alto livello e altre deludenti, senza un reale motivo che possa giustificare una simile incostanza, se non una propensione notevole agli infortuni.

Di origini tunisine, opterà per la nazionalità francese, debuttando ancora giovane con i Bleus e partecipando ad Euro '96. Ma proprio la Francia gli darà la delusione più grande della sua carriera, con il Ct. Jacquet che lo escluderà dai convocati per i Mondiali di Francia '98.

A livello di club vince in Francia due Scudetti con Auxerre e Monaco, mentre in Italia fa bene con il Parma, vincendo anche una Coppa Italia, e, complici gli infortuni, delude all'Inter e in prestito al Genoa. Tornato in patria, veste la maglia dell'Olympique Marsiglia tornando ad esprimersi su alti livelli prima di chiudere la carriera in Qatar.

Intrapresa la carriera da allenatore, nel suo percorso è stato Ct. della Costa d'Avorio e ha guidato fra le altre squadre come Rennes e Nottingham Forest in Inghilterra. Attualmente allena a Doha l'Al-Duhail.

DAGLI ESORDI A TALENTO DELL'AUXERRE

Lamouchi nasce a Lione, in terra francese, il 9 novembre 1971. Ha origini tunisine e la carnagione mulatta, e all'età di 6 anni inizia a giocare a calcio nell'AS La Duchère, il quartiere della città dove vive. Ci resta 4 anni, poi passa al CASCOL Oullins. 

Milita in questo club per 8 anni e nel 1990 a 18 anni si trasferisce all'Olympique Alès. Con questo club fa il salto dal Settore giovanile alla Prima squadra, con la quale debutta nel 1991 in Division 2, la Seconda Divisione francese.

Nella partita di Coppa di Francia contro il La Duchère, la sua ex squadra, gli osservatori dell'Auxerre lo vedono segnare un gran goal ed è così che grazie al tecnico Guy Roux nel 1994/95 Lamouchi sbarca in Division 1.

L'allenatore lo schiera in pianta stabile nella formazione titolare e nel 1995/96 è uno dei giocatori che realizzano il Double Coppa di Francia-Scudetto. Nei suoi 4 anni con l'Auxerre, dal 1994 al 1998, Lamouchi ha un rendimento molto elevato, il suo carisma lo porta ad indossare anche la fascia da capitano e colleziona in tutto 179 presenze e 25 goal.

I suoi anni migliori sono i primi due, nei quali colleziona rispettivamente 44 presenze e 8 goal (di cui 3 in Champions League) e 46 presenze e 8 reti nella stagione dello storico Double.

LA FRANCIA E UNA DELUSIONE MONDIALE

Nel 1994 Lamouchi, essendo in possesso del doppio passaporto, risponde alla convocazione del Ct. della Tunisia Khmais Laabidi, il quale tuttavia decide di non farlo esordire. Per questo motivo due anni dopo il centrocampista dell'Auxerre cambia il suo orientamento e dice sì alla Nazionale francese, nella convinzione di potersi ritagliare il suo spazio.

Sono tuttavia anni molto floridi per il calcio transalpino, che sfornerà diversi grandi giocatori, e questo, Sabri se ne accorgerà suo malgrado, limiterà non poco le sue presenze con i Bleus. Il Ct. Aimé Jacquet lo fa esordire il 24 gennaio 1996 a Parigi nell'amichevole vinta 3-2 contro il Portogallo. A fine marzo, a Bruxelles, segna al Belgio quello che resterà il suo unico goal in Nazionale.

Jacquet lo convoca per Euro '96. Nel torneo continentale che si disputa in Inghilterra, però, Lamouchi gioca una sola gara, la semifinale persa 6-5 ai rigori contro la Repubblica Ceca. Resta nel giro della Francia fino ad aprile del 1998, quando è uno dei 6 calciatori tagliati dal Ct. ed esclusi dai Mondiali di Francia '98.

Una ferita ancora aperta per l'ex centrocampista, che ai microfoni del 'Telegraph' è tornato nel settembre 2019 su quel difficile momento della sua carriera.

"Non aver giocato i Mondiali del 1998 è il peggior ricordo della mia vita professionale. - ha affermato senza mezzi termini - Per quasi tre anni è stato difficile da accettare, l'ho vissuta come una profonda ingiustizia. Meritavo di giocarli. Poi il dolore me lo sono lasciato alle spalle. E mi ha reso più forte".

Dopo quella delusione, Lamouchi è escluso anche da Euro 2000 e tornerà a indossare la maglia della Francia solo 3 anni dopo: il 24 marzo 2001 sarà in campo da titolare nel roboante 5-0 interno dei Bleus in amichevole contro il Giappone. È l'ultima apparizione con i Bleus del giocatore, che chiude con un bilancio piuttosto povero di 12 presenze e un solo goal.

L'ESPERIENZA NEL PRINCIPATO CON IL MONACO

A 'consolare' il centrocampista classe 1971 è il suo trasferimento al Monaco, una delle big del calcio francese, nell'estate 1998. Costo dell'operazione 3 miliardi delle vecchie Lire. Lamouchi resta nel Principato per due sole stagioni, ma se nel 1998/99 è frenato da alcuni problemi fisici, nel 1999/00 torna ad esprimersi ad alti livelli.

In tutto totalizza 72 presenze e 7 reti (di cui 3 il primo anno e 4 il secondo) e, sotto la guida tecnica di Claude Puel, da vicecapitano è uno dei protagonisti della cavalcata Scudetto del 1999/00. Quando Barthez non gioca è lui a portare la fascia sul braccio. Assieme a Costinha compone la coppia di interni della squadra biancorossa, che in porta schiera il campione del Mondo Barthez, in difesa il messicano Rafa Marquez, sulle ali Giuly e Gallardo, votato miglior calciatore del torneo, e in attacco David Trezeguet in coppia con l'esperto Marco Simone.

La squadra del Principato chiude la Division 1 con 7 punti di vantaggio sul PSG, e il secondo titolo francese della sua carriera e la stagione molto positiva spalancano a Lamouchi le porte della Serie A, campionato in cui approda con grandi ambizioni e aspettative a suon di miliardi, in un periodo in cui i club della penisola non badavano a spese. 

BENE AL PARMA, MALE CON INTER E GENOA

Al top della sua carriera, Lamouchi approda al Parma nell'estate del 2000 per la consistente cifra di 15 miliardi di Lire. Tanzi non bada infatti a spese per assicurare al tecnico Alberto Malesani un rinforzo a centrocampo di qualità dopo l'addio del bomber Hernan Crespo, ceduto per 100 miliardi alla Lazio. La somma elevata con la quale è pagato il cartellino consente ai gialloblù di sbaragliare la concorrenza.

In Emilia Lamouchi resta un triennio, riuscendo a imporsi come titolare grazie ai suoi mezzi tecnici. Debutta nel massimo campionato italiano il 1° ottobre 2000 nella sfida interna contro la Fiorentina, terminata 2-2. 

"In quel momento la Serie A era il campionato più bello e più difficile al mondo. - dichiarerà a 'Il Posticipo' - Poi al Parma c’erano Buffon, Cannavaro e Thuram: era una squadrone, con uno spogliatoio di grandi campioni".

Colleziona in tutto 123 presenze e 10 reti complessive e vive la miglior stagione nel 2001/02, quando solleva al cielo anche la Coppa Italia.

I gialloblù hanno la meglio in finale sulla Juventus: sconfitti 2-1 a Torino nella partita di andata, riescono a imporsi 1-0 nel match di ritorno al Tardini grazie a un goal di Junior e si aggiudicano il trofeo. Proprio i bianconeri sono puniti due volte in campionato dal centrocampista francese: il 18 novembre 2001 la sua rete non è sufficiente a fermare la corazzata di Lippi, che si impone 3-1 al Delle Alpi, mentre al ritorno il 23 marzo una rasoiata di destro da fuori area dell'ex Monaco sorprende l'ex Buffon e regala ai ducali la vittoria per 1-0 contro i futuri campioni d'Italia.

Nell'estate 2002 proprio la Juventus bussa in casa degli emiliani e chiede Lamouchi: il Direttore tecnico Arrigo Sacchi risponde con un secco "no" e sfuma la possibilità del francese di indossare la maglia bianconera.

"Il mio dispiacere più grande fu quello di non essere potuto andare alla Juventus nel 2002. - rivelerà a 'Il Posticipo' - Lippi mi voleva in bianconero ma Sacchi disse 'no': voleva trattenermi a Parma. La società allora si è opposta al trasferimento".

Con l'arrivo di Prandelli al posto di Carmignani, dopo un avvio caratterizzato da alcuni problemi di spogliatoio, in cui i gialloblù perdono anche la Supercoppa italiana, venendo sconfitti 2-1 in Libia dalla Vecchia Signora, Lamouchi diventa il nuovo capitano del Parma nel corso della stagione 2002/03 e il fulcro del gioco dei ducali, che chiudono la loro stagione con un 5° posto in campionato.

"Sono stato capitano ad Auxerre e Monaco, ma esserlo al Parma è stato davvero un grande onore. - ammetterà ai microfoni di 'Inter.it' - Quando giochi in un paese straniero, indossare la fascia ti rende molto orgoglioso".

Nell'estate 2003 il centrocampista francese, ormai trentunenne, dopo esser stato a lungo seguito dalla Lazio, alla fine è ceduto all'Inter: l'affare si concretizza negli ultimi giorni del calciomercato estivo attraverso uno scambio con Domenico Morfeo. Lamouchi approda così nella formazione nerazzurra, reduce dal doloroso 5 maggio dell'anno precedente in cui, a causa di una sconfitta per 4-2 all'Olimpico, i milanesi avevano di fatto consegnato lo Scudetto nelle mani dei rivali della Juventus.

Artefice dell'operazione è Lele Oriali, che già aveva provato a portare l'ex Monaco a Milano in precedenza. Ma la stagione vissuta all'Inter sarà assai tormentata per il francese, che fra cambi di allenatore e infortuni non riuscirà quasi mai ad esprimersi al suo livello. In tutto il centrocampista gioca 26 gare (16 in Serie A, di cui appena 6 da titolare, 3 in Coppa Italia, 4 in Champions League e 3 in Coppa UEFA) senza mai trovare la rete e, soprattutto, senza lasciare il segno.

"Quella con l'Inter è stata comunque una bellissima esperienza, - dirà a 'Il Posticipo' - ma c’era tanta concorrenza, una rosa fatta di 32 professionisti e tanti nazionali, per cui era molto difficile trovare spazio. Poi è stata un’annata dura per via dei tre cambi in panchina: all’inizio c’era Cuper, poi è arrivato Zaccheroni, quindi Mancini".

"Cuper - ricorderà - era un uomo duro, e penso che non mi volesse all’Inter fin dall’inizio, forse per questo motivo non abbiamo parlato tanto durante la stagione. È stata un’annata sfortunata, ma ho fatto comunque un'esperienza. Il momento più difficile è stato il cambio di allenatore e l'arrivo di Zaccheroni. Nonostante tutto sono rimasto colpito dall’attitudine della squadra, del club e dei tifosi, che sono rimasti vicini ai giocatori con la loro grande passione".

Senza vincere titoli, la parentesi nerazzurra di Lamouchi si conclude dopo una sola stagione, e nel 2004 il francese è mandato in prestito al Genoa, in Serie B. L'avventura italiana del centrocampista si chiudeva con 20 presenze e una rete nel torneo cadetto.

IL RITORNO IN FRANCIA CON IL MARSIGLIA

A 34 anni la carriera di Lamouchi riparte dall'Olympique Marsiglia, squadra con la quale il centrocampista, superati i problemi fisici, torna su standard di rendimento elevati. Nella sua stagione al Velodrome mette insieme 47 presenze e ben 5 goal, di cui 5 in Ligue 1 ed uno in Coppa di Francia. In questa competizione l'OM raggiunge la finale, ma la perde venendo sconfitto 2-1 dal PSG.

Il franco-tunisino inizia anche il 2006/07 con la maglia biancazzurra, ma dopo la campagna acquisti importante operata dalla società, e l'innesto di nuovi elementi a centrocampo, il 18 settembre chiede a sorpresa la cessione a settembre dopo aver disputato altre 8 gare e la motiva con la troppa concorrenza in rosa.

GLI ULTIMI ANNI IN QATAR E L'AVVENTURA DA ALLENATORE

Pochi giorni dopo l'addio al Marsiglia, Lamouchi firma con i qatarioti dell'Al Rayyan, trasferendosi a vivere in Medio Oriente. Gioca poi con l'Umm Salal Club nel 2007/08, vincendo anche una Coppa dell'Emiro, e nel gennaio 2009 passa all'Al Kharitiyath e inizia al contempo a lavorare in tv per il canale Al-Dawri e successivamente per Canal +.

Nel giugno del 2009, all'età di 37 anni, si ritira dal calcio giocato e successivamente inizia a studiare per diventare allenatore. Il suo primo incarico nel 2012 è quello di Ct. della Costa d'Avorio. Per il francese sarà un'esperienza controversa, entrando spesso in conflitto con i giocatori più rappresentativi della squadra, fra i quali Didier Drogba. 

Con un modulo spregiudicato, il 4-2-1-3, riesce comunque a qualificare 'Gli Elefanti' alla Coppa d'Africa 2013, torneo nel quale arriva fino ai quarti di finale, prima di essere eliminato dalla Nigeria. Si ripete qualificando la Nazionale africana ai Mondiali 2014 in Brasile, ma anche in questo caso la partecipazione alla fase finale sarà deludente, con l'uscita immediata ai gironi, risultato che induce il Ct. a rassegnare le dimissioni.

Successivamente torna in Qatar, dove guida per tre stagioni l'Al-Jaish. Nel campionato locale ottiene un 3° posto il primo anno e un 2° nella seconda stagione, qualificando la squadra alla Champions League asiatica. L'anno seguente conduce l'Al-Jaish fino alle semifinali del massimo torneo del continente asiatico, ma la cavalcata dei qatarioti si interrompe in semifinale con la sconfitta con gli arabi dell'Al Ain.

Decide di lasciare l'Al-Jaish nel 2017, per trasferirsi pochi mesi dopo al timone del Rennes al posto di Gourcuff. L'impatto del nuovo tecnico è positivo per i rossoneri, impostati con il modulo 4-2-3-1 e un gioco particolarmente offensivo. La squadra chiude la Ligue 1 2017/18 al 5°posto, e si qualifica per l'Europa League.

Nell'estate 2018, tuttavia, la società cede Wahbi Khazri, giocatore considerato chiave per il suo calcio, e la squadra ne risente a livello di prestazioni e risultati. Nel mese di dicembre Lamouchi è così esonerato e decide di ripartire l'anno successivo dall'Inghilterra, dove firma per il Nottingham Forest, società storica risalita in Football League Championship, la Seconda divisione.

L'impatto anche stavolta è positivo, la squadra risponde bene sul campo e sembra seguire i dettami tecnici e tattici del proprio mister, nominato anche 'Allenatore del mese di settembre' nel 2019. Il Nottingham naviga nelle prime posizioni della classifica ma sul più bello arrivano il Covid e la sospensione dei campionati. Quando i tornei ripartono, la squadra non si ritrova più e chiude l'anno in 7ª posizione, mancando i playoff promozione.

Lamouchi inizia anche il 2020/21 alla guida della squadra inglese, tuttavia, dopo una serie negativa di 4 sconfitte in campionato e l'eliminazione in League Cup il 6 ottobre 2020 è esonerato. Opta così per un ritorno in Qatar, dove attualmente guida l'Al-Duhail di Doha.

Dopo esser stato accostato negli anni passati alla panchina del Genoa, suo sogno è quello di tornare da allenatore in Italia, magari per guidare il Parma:

"Quando ti trovi bene in un posto pensi sempre al ritorno. - ha ammesso in un'intervista con 'Tuttomercatoweb' di giugno 2020 - L’Italia è passione. Mi piacerebbe tornare a Parma da allenatore, sarebbe una bella storia”.