Ronaldo e la Juventus, un amore datato: bianconero mancato per colpa di Salas

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Il matrimonio tra Cristiano Ronaldo e la Juventus si sarebbe potuto consumare 15 anni fa, la scintilla è riscoccata con l'ovazione dello Stadium.

Un colpo siderale, stellare, galattico. L’affare del secolo. La Juventus si è assicurata il giocatore più forte sul globo, insieme a Leo Messi, grazie all’immenso lavoro del procuratore Jorge Mendes, l’imperator maximus degli agenti. Proprio da lui è nata la proposta alla dirigenza bianconera di trasferire Cristiano Ronaldo a Torino, così la Signora ha saputo trovare la soluzione dal punto di vista economico, rendendo possibile un affare apparentemente inimmaginabile per il calcio italiano.

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Sia per le cifre in ballo, sia per lo status mondiale del calciatore, ritenuto inavvicinabile. L’amore tra il fuoriclasse portoghese e Madama è datatissimo. Ronaldo, sin da piccolino, osservava le maglie bianconere e fantasticava. Poi, successivamente, ecco la vera opportunità. Cristiano era un ragazzino di 18 anni, già promettentissimo ma non ancora campione affermato, Luciano Moggi, all’epoca direttore generale della Juventus, lo prese dallo Sporting di Lisbona, ma tutto svanì per colpa di Marcelo Salas che rifiutò il trasferimento. Oggi, dopo oltre 15 anni, Ronaldo quella casacca la indosserà per davvero.

I germi di un amore finalmente sbocciato sono recentissimi e sono tutti racchiusi in quella rovesciata fantasmagorica che incenerisce Buffon e l’intera difesa, era il 3 aprile scorso, e il Real espugnava lo Stadium con una doppietta del suo ex numero 7, ma soprattutto con quel gesto tecnico, sublime nella sua perentorietà plastica. In quel preciso momento l’universo rallenta, fino a fermarsi per un impercettibile frazione di millisecondo, i cuori dei tifosi tuonano in silenzio, poi scatta l’applauso sincero, ammirato, doloroso ma doveroso, per una giocata di proporzioni epiche. Lì, proprio in quel preciso lampo accecante, nasce la suggestione delle suggestioni.

Il super campione rimane folgorato dall’atteggiamento del pubblico di Torino, e lo esterna dopo il match a chiare parole in sede d’intervista, mentre in campo risponde al tributo di applausi dagli spalti, con viso attonito e gesti di apprezzamento. Lì viene alla luce l’innamoramento, l’idea calcistica, il futuro da vivere in binomio con quei colori, fino a quel momento avversari sul prato verde. Cristiano e la Juventus, un romanzo luminescente, tutto da scrivere, insieme sullo stesso binario dopo tanti anni di ammiccamenti, osservazioni da distante, complimenti e sospiri. Specialmente da parte della tifoseria bianconera, che lo vede irraggiungibile.

Oggi CR7, a poche ore dalla sua ufficializzazione, è già un simbolo magnifico e smagliante della Juventus tra presente e futuro. E la sua presentazione, lunedì prossimo, in stile cinematografico all'Allianz Stadium, sancirà l’unione sportiva e di vita insieme. I tifosi, prima increduli, poi scossi da fibrillazioni prolungate che solo il calciomercato sa fornire, ora sognano; i sostenitori bianconeri contano i minuti che li dividono dall’incontro. E attendono di vedere Cristiano Ronaldo in carne, ossa e muscoli. Il campione lusitano non è più un sogno, ma una splendida realtà.

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