Roma, Monchi crede allo Scudetto: "Abbiamo il dovere di provarci"

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Monchi cerca di suonare la carica a 'La Gazzetta dello Sport': "Abbiamo l'obbligo di provarci per lo Scudetto, siamo vicini alle migliori".

E' arrivato per consentire il salto di qualità alla Roma anche a livello europeo, e finora i risultati gli stanno dando ragione: Ramón Rodríguez Verdejo, in arte Monchi, non sarà un top player in grado di portare in dote caterve di goal ogni stagione ma che il suo impatto con la realtà giallorossa sia stato più che ottimo, è innegabile.

Intervistato in esclusiva da 'La Gazzetta dello Sport', il ds romanista ha parlato del suo rapporto con Francesco Totti: "Con lui ho un rapporto che all'inizio non avrei mai immaginato potesse essere così stretto, soprattutto considerando che non sono venuto a regalargli una macchina ma a dirgli 'arrivederci e grazie'. Poteva succedere di tutto, è andata benissimo. E ha fatto più lui di me. Dall'1 al 10 alla nostra relazione do un 11. Ho trovato una persona vicina, affettuosa. Dopo 27 anni sulla stessa strada non è facile cambiarla. Il club è stato intelligente nel dargli spazio e tempo necessari. Totti poteva impuntarsi, invece ha capito e accettato".

PS Monchi

Parlare di Scudetto non è sbagliato: "Se non gli dai la carota l'asino non si muove. Perché non si può parlare di Scudetto? Non siamo i favoriti, ma abbiamo il dovere di provarci. Siamo partiti in svantaggio ma pian piano stiamo arrivando al livello di Napoli, Juve e Inter. Siamo in costruzione, ma alla fine dell'opera l'edificio sarà bello. Lazio? Non posso dare tutti come candidati alla vittoria finale. Milan? Come la Roma è in costruzione, sarebbe ingiusto appiccicare l'etichetta di favorito a una squadra che si sta facendo, anche se ha speso tanto".

Schick è ancora un oggetto misterioso: "Volevamo un esterno mancino per sostituire Salah. Abbiamo puntato tutto su Mahrez, che non è venuto perché non lo volevano vendere. Non era una scusa mia, hanno detto no anche al Barcellona. Saltato Mahrez ci siamo detti: 'Meglio prendere un esterno mancino a qualsiasi costo, anche se non siamo convinti e abbiamo soluzioni interne, o provare a prendere Schick che non è il profilo esatto che cerchiamo ma è un investimento per il club?'. Rinunciare a Schick per mere questioni tattiche sarebbe stato un errore. Un d.s. deve essere a metà tra tecnico e club".

Il calcio italiano sta tornando ad altissimi livelli: "Rispetto al passato ha perso un po' di strada su Inghilterra e Spagna, ma la differenza non è tanta e le distanze si stanno accorciando. A livello di tattica il calcio italiano è all'avanguardia. Magari manca un po' di qualità ma arriverà e la distanza sarà colmata. Il giocatore più decisivo in A? Dybala. Per la Champions dico Barcellona, ma non sono convinto al 100%. Le inglesi sono forti, soprattutto il City, ma non posso dimenticare il Psg".

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