Roma, lo sfogo di Dzeko: “Se non segno per due gare mi chiamano p***a”

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Edin Dzeko torna a parlare dei moduli e difende il numero 9: "Chi capisce di calcio sa che senza centravanti non si può giocare".

Dopo l'ultima grande stagione disputata con la maglia della Roma Edin Dzeko traccia un bilancio dei suoi ultimi tempi in Italia, raccontando la pressione del goal e soffermandosi su temi tattici riguardanti il ruolo del centravanti.

Intervistato ai microfoni di 'So Foot', Dzeko cerca di non pensare troppo alle critiche: "In Bosnia mi chiamavano il lampadario. Ma il calcio è così, ancora oggi se non segno per due gare mi dicono che sono una p***a. Bisogna difendersi. Leggo i giornali, ma non sono il tipo che va a vedere le statistiche, o il voto in pagella. Va messo un freno, se segui tutto alla fine vieni travolto".

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I traguardi personali non gli interessano, l'attaccante giallorosso vuole vincere trofei: "Ho battuto dei record, ma non sono qui per questo. Ho scelto il club per vincere qualcosa, quest’anno abbiamo mancato lo Scudetto per dei dettagli. Resto convinto che si possa vincere con questo gruppo".

Molti allenatori utilizzano oggi il 'falso 9', ma Dzeko difende la categoria: "Il numero 9 non morirà mai. Chi capisce di calcio sa che senza non si può giocare. Poco importa se alcuni allenatori pensano di stravolgere i moduli".

Infine il confronto tra Garcia e Spalletti: "Rudi Garcia era troppo gentile: un buon tecnico, un uomo super, ma sapete come sono i calciatori, se sentono che possono fare quello che vogliono, lo fanno. Spalletti invece sa essere duro".

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