Rivoluzione Cina: stop alle spese folli, Kalinic e Mertens 'salvi'

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Dall'estate i club cinesi dovranno dare la priorità ai prodotti locali e non ai campioni strapagati: le proteste non mancano, ma la Serie A esulta.

Dimenticatevi le spese pazze per i vari Hulk, Witsel e Tevez: tra non molto potrebbero appartenere all'album dei ricordi di un calcio improvvisamente resosi conto del valore effimero delle copertine mondiali. Se oggi la Cina è vicina, e capace di prendersi tanti pezzi pregiati a cifre astronomiche, domani i discorsi rischiano di essere molto diversi.

La Chinese Football Association (CFA) ha infatti annunciato di voler introdurre una severa politica per limitare le faraoniche spese per i calciatori, specialmente stranieri. In particolare, come si apprende da un comunicato, "i club in rosso pagheranno la stessa cifra sborsata per l'acquisto di un giocatore alla Chinese Football Development Fund, per finanziare lo sviluppo di giovani calciatori e i vivai locali".

Dimenticatevi dunque le mega offerte arrivate a gennaio per campioni - o presunti tali - dei tornei europei, tra cui quello italiano: ancora pochi mesi e anche la Cina dovrà adeguarsi a una sorta di Fair Play Finanziario stabilito dall'interno. Come annuncia ancora la CFA, "la nuova regola sarà effettiva dalla prossima finestra estiva di calciomercato".

Axel Witsel Tianjin Qunjian

Ma non è finita qui, perché alle porte c'è anche un'altra novità: "Dal 2018, tutte le formazioni di prima e seconda divisione dovranno schierare lo stesso numero di Under 23 locali e di stranieri". Per la cronaca, in questa stagione gli stranieri ammessi sono 5 per rosa, ma soltanto 3 possono essere contemporaneamente convocati per una partita.

Lo scopo è quello delineato dalla CFA: promuovere il calcio locale, sempre zoppicante nonostante la nomina di Marcello Lippi alla guida della Nazionale, a discapito di campioni spesso strapagati. Oltre a evitare casi di indebitamento dei club, che fino a oggi non hanno badato a spese per strappare al calcio europeo nomi di grido.

Certo, i club stanno già alzando le barricate. E pure i giocatori protestano: "Così gli Under 23 giocheranno anche allenandosi male", l'accusa di Jiang Hao, portiere dello Jiangsu Suning. "Possiamo ancora giocare a calcio o no?", ironizza Liang Yanfeng (Guangzhou R&F). "Mandiamo in campo gli Under 23 nel recupero...", dice un sarcastico Zhang Xiaobin (Beijing Gouan). E l'ex giocatore Chen Tao si chiede: "Il prossimo passo sarà la cancellazione di promozioni e retrocessioni?".

Il nuovo regolamento, come detto effettivo già tra qualche settimana, avrà evidentemente una notevole influenza anche sulla A: da Kalinic a Mertens, passando per Bacca, sono tanti gli 'italiani' già tentati in passato - senza successo - dai club cinesi. E in Inghilterra c'è sempre quel Diego Costa a cui il Tianjin Quanjian pensa giorno e notte: sogno definitivamente svanito?

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