River Plate-Boca Juniors, stadio chiuso: ma il Superclasico non dovrebbe cambiare sede

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Nella notte di Buenos Aires, il 'Monumental' è stato chiuso per eccesso di capacità e blocco delle uscite: ma la gara non dovrebbe cambiare sede.

Una notte folle, a cui non avremmo mai voluto assistere: River Plate-Boca Juniors è stata rinviata alle ore 21 di oggi dopo una serie di eventi che hanno costretto la CONMEBOL a optare per la non disputa della finale di ritorno della Copa Libertadores.

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Tutto è iniziato con l'aggressione al pullman degli 'Xeneizes' con gas lacrimogeni e oggetti di vario genere tra cui addirittura sassi: ad avere la peggio sono i due giocatori Pablo Perez e Gonzalo Lamardo, con il primo alle prese con una lesione alla cornea dovuta ad alcune schegge di vetro conficcate nell'occhio.

Inoltre anche Gago, Benedetto, Tevez, Buffarini, Almendra e Nandez hanno vomitato ripetutamente a causa degli effetti provocati dai lacrimogeni. Insomma, le condizioni per giocare non sussistono per nulla.

Dopo un lungo tira e molla, la decisione finale della CONMEBOL di rinviare di 24 ore il Superclasico più importante della storia nonostante, come riportato da 'Olé', la dirigenza del Boca Juniors, riunita nell'Hotel Madero, avesse intenzione addirittura di chiedere la vittoria a tavolino

Il regolamento dice che la squadra di casa è responsabile dei comportamenti dei suoi tifosi ma, il "patto tra gentiluomini" a cui ha fatto riferimento Alejandro Dominguez, numero uno della Confederazione, lascia presagire che alla fine i vincitori saranno decretati direttamente dal terreno di gioco.

Secondo quanto riportato dall'edizione argentina di 'ESPN', nella notte è però arrivata la chiusura dello stadio 'Monumental' da parte dell'Agenzia Governativa di Controllo per "eccesso di capacità e blocco delle uscite di emergenza", anche se la disputa del match nello storico impianto di Buenos Aires non pare assolutamente a rischio.

Il River Plate pagherà infatti una multa compresa tra 3200 e 16000 dollari (2821 e 14100 euro) per far sì che il proprio stadio venga riaperto, soltanto una mera formalità.

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"Doveva essere un giorno di festa e invece parliamo di una pagina triste per il nostro calcio, - ha detto il presidente del Boca, Angelici, a 'Fox Sports' - il mondo stava aspettando questa partita. Vorrei ringraziare il River e la CONMEBOL, non volevamo giocare a causa delle condizioni di alcuni nostri giocatori: penso che questa gara debba essere giocata a parità di condizione. Cinque o sei reietti hanno rovinato la festa per 60000 persone presenti allo stadio".

Gli fa eco il presidente del River, D'Onofrio: "Mi sento male, sono frustrato e stanco. È un peccato aver dovuto passare tutto questo, anche se il nostro club non è responsabile. Non potevamo giocare contro una squadra che sta vivendo una situazione psicologica simile, siamo d'accordo con Angelici".

Anche Carlos Tevez ha spiegato come "non ci siano le condizioni per scendere in campo", accusando i piani alti che, secondo lui, avrebbero obbligato il Boca Juniors a scendere in campo nonostante il caos. Triste capitolo di una giornata lunga e indimenticabile, purtroppo in negativo.

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