Racconti Europei - Olanda '88, il canto del 'Cigno'

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Poesia, bellezza, passione, meraviglia e incanto. Tutto questo, come un quadro di Van Gogh, esprimeva negli occhi di chi si affacciava per la prima volta da bambino al grande calcio, l'Olanda che nel 1988 sovvertì i pronostici andando a conquistare gli Europei in Germania, primo e unico trofeo internazionale finora conquistato dalla Nazionale arancione.

Al timone di quella squadra c'era il grande Rinus Michels, profeta del calcio totale che nel 1974 sfiorò il titolo Mondiale perdendo, sempre in terra tedesca, la finalissima contro i padroni di casa della Germania Ovest. La sua prima Olanda era quella del mitico Johan Cruijff, di Neskens, Rep e Resenbrink, di Krool e Haan. Una squadra ricca di talento e interprete di un nuovo modo di giocare a calcio, che tuttavia non riuscì ad avere la meglia della cinica Nazionale tedesca di Beckenbauer e Gerd Müller.

Dopo quel Mondiale, Michels lascia la guida dell'Olanda, che nel 1978, senza di lui, si arrendee ancora in finale, stavolta all'Argentina. Finito il ciclo dei campioni, per il calcio olandese arriva un momento difficile. La Nazionale non si qualifica ai Mondiali del 1982 nè agli Europei del 1984. Da cui la decisione della Federazione di affidare nuovamente l'incarico di Ct a Michels, che nel frattempo aveva girato il mondo guidando, dopo il Barcellona, i Los Angeles Aztecs negli Stati Uniti e poi il Colonia in Germania Ovest.

Intanto nei Paesi Bassi stava crescendo una nuova generazione di talenti, che sotto la sua sapiente guida, dopo aver perso ai playoff contro il Belgio l'accesso a Messico 1986, si presenta all'appuntamento con le qualificazioni per Euro '88 con rinnovate ambizioni.

DOMINIO ARANCIONE NEL GRUPPO 5 - Il sorteggio dell'UEFA inserisce l'Olanda nel Gruppo 5 di qualificazione. La squadra di Michels deve vedersela con Cipro, Polonia, Ungheria e Grecia. Il raggruppamento non appare impossibile, ma nasconde delle insidie.

Dopo un successo di misura a Budapest sull'Ungheria targato Van Basten, e il pareggio casalingo con la Polonia, gli Arancioni superano Cipro in trasferta ma pareggiano di nuovo in casa contro la Grecia. Da lì in avanti però non sbagliano più un colpo e ottengono altre 4 vittorie di fila.

L'unico vero problema lo crea il match casalingo contro Cipro l'11 novembre 1987. Non per il risultato, un clamoroso 8-0 per gli uomini di Michels, ma per quanto accade sugli spalti: il lancio di una bomba carta porta infatti l'UEFA ad annullare la gara. La stessa UEFA in primo grado stabilisce la vittoria di Cipro per 0-3, ma la sentenza finale in appello capovolge tutto e decreta che la partita va ripetuta. 

La gara si rigioca il 9 dicembre 1987 e vede il facile successo arancione per 4-0. Un poker che porta i ragazzi di Michels dritti ad Euro 1988. Inifluente poi la vittoria esterna sulla Grecia nell'ultima partita, con gli ellenici staccati di 3 punti, in un'epoca in cui la vittoria ne vale solo 2.

VAN BASTEN, DA CASO A TRASCINATORE -  I favori del pronostico per la vittoria finale vanno ai padroni di casa, guidati dal 'Kaiser' Franz Beckenbauer in panchina. La Germania Ovest è reduce dai bei Mondiali in Messico, nel 1986 e forte di campioni come i futuri interisti Lothar Matthäus, Andreas Brehme e Jurgen Klinsmann, del romanista Rudi Völler, e di due centrali difensivi come Kohler e Buchwald in casa dovrebbe legittimare la propria supremazia continentale.

C'è poi l'Unione Sovietica di Lobanovski: una squadra di atleti, prima che di calciatori, abituata a dare il massimo sul terreno di gioco sotto il profilo fisico-atletico e con alcune individualità importanti come il Pallone d'Oro Belanov, l'instancabile motore di centrocampo Mikhailicenko e il talentuoso Zavarov. In seconda fila tre squadre: la Spagna di Muñoz, la giovane Italia di Azeglio Vicini e, appunto, l'Olanda di Michels, reduce da un cammino senza ko nelle qualificazioni.

Gli olandesi hanno però una squadra di talenti, che Michels saprà ben gestire. Nel 4-4-2 di base del Ct arancione, davanti al portiere Van Breukelen, Van Aerle e Van Tiggelen sono i terzini, mentre al centro della difesa giocano il futuro rossonero Franck Rijkaard (che poi diventerà un grande centrocampista) e Ronald Koeman, libero e primo regista. Davanti alla difesa il mediano Wouters a fare da frangiflutto, con il raffinato Vanenburg, sogno proibito del presidente della Roma Dino Viola, sulla destra, Erwin Koeman a sinistra, e il veterano Muhren interno. In attacco i due fuoriclasse del Milan, Ruud Gullit e Marco Van Basten. 

La Nazionale arancione è inserita nel Gruppo 2, sicuramente non semplice, che comprende anche l'U.R.S.S., l'Inghilterra di Robson e la rivelazione Eire di Jackie Charlton. La prima sfida è contro la corazzata sovietica a Colonia. Per provare a sorprendere Lobanovski, però, Michels esagera un po', rivoluzionando l'undici titolare o, forse, per dare un segno forte e preciso alle stelle della squadra. 

Così a far coppia con Gullit davanti è John Bosman, a segno più volte nelle Qualificazioni, mentre a sinistra il futuro genoano Van't Schip è preferito a Erwin Koeman. Le scelte del Ct fanno discutere, l'Unione Sovietica gioca una prima frazione puramente difensiva, con il portiere Dasaev sugli scudi a dire di no agli arancioni in più di un'occasione. La tattica di Lobanovski si dimostra vincente quando a inizio ripresa Rats ottiene lo scambio con Belanov e trafigge Van Breukelen.

Sotto di un goal l'Olanda si riversa nella metà campo avversaria, ma non riesce a pungere, finché al 58' Michels getta nella mischia proprio Van Basten, togliendo Vanenburg e finendo la gara con 3 punte. L'attaccante rossonero va vicinissimo al pareggio colpendo in pieno la traversa a Dasaev battutto, ma alla fine è comunque l'U.R.S.S. a festeggiare la vittoria.

La seconda partita diventa così decisiva per i tulipani, che in caso di mancata vittoria rischiano di veder già concluso il loro torneo. L'avversario è per giunta tosto, l'Inghilterra di Robson. E scoppia il caso Van Basten: dopo il mancato utilizzo da titolare contro l'U.R.S.S., il 'Cigno di Utrecht' vuole lasciare il ritiro della Nazionale.

Michels riesce però a convincerlo a restare, e sarà la fortuna dell'Olanda. Proprio il centravanti rossonero, infatti, guida la squadra al brillante 3-1 sull'Inghilterra. La squadra di Robson parte forte, e colpisce due pali: il primo con Lineker, il secondo con Hoddle su punizione. Van Basten, punto nell'orgoglio, è però letteralmente imprendibile per gli inglesi, cui rifila una spettacolare tripletta.

Il primo goal arriva al 43': assist di Gullit dalla sinistra, Van Basten aggancia in area spalle alla porta, si gira in gran rapidità e con un tiro a incrociare supera Shilton. I Tre Leoni rialzano la testa e riescono tuttavia a pareggiare al 54' con Robson. Ma ancora Gullit al 72' libera il suo partner d'attacco sulla sinistra dell'area: diagonale imprendibile che vale il 2-1 per la squadra di Michels.

Lo stesso Van Basten chiude poi i giochi al 75': angolo di Erwin Koeman da destra, Wouters prolunga di testa sul secondo palo dove è appostato il giocatore rossonero, che con un girata sottomisura scrive il 3-1 finale.

L'ultima giornata oppone agli Arancioni un'altra Nazionale britannica, l'Eire di Charlton, cui basta un pareggio per qualificarsi a sorpresa alle semifinali degli Europei tedeschi. E la gara si mette bene per l'Irlanda, che chiude tutti gli spazi agli olandesi.

Gullit e Van Basten sono ben controllati, ed ecco allora che la squadra di Michels prova a creare pericoli con i tiri da fuori area. Proprio da uno di questi nasce il goal qualificazione all'82': McGrath rinvia male di testa, Ronald Koeman batte al volo dalla distanza, con il pallone che colpisce la testa del pisano Kieft, si impenna e carico d'effetto si abbassa all'improvviso beffando Bonner. Grazie a quel goal, un po' fortunoso, l'Olanda si piazza seconda nel Gruppo 2 con 4 punti, uno in meno dell'Unione Sovietica, e si qualifica per le semifinali a spese proprio dell'Eire.

IL CANTO DEL 'CIGNO' - La semifinale di Euro '88 ad Amburgo è per l'Olanda la rivincita dei Mondiali del 1974. Di fronte Michels si ritrova infatti quella Germania Ovest che la superò in finale, nonché favorita del torneo. "Una delle motivazioni principali era non perdere di nuovo. - ha raccontato su quella sfida il portiere Van Breukelen - Tutta la squadra era d'accordo: dovevamo assolutamente vincere questa volta". 

Per fermare i due fuoriclasse olandesi Van Basten e Gullit, Beckenbauer opta per altrettante marcature a uomo: Borowka prende in consegna il numero 10, mentre il mastino Kohler francobolla il centravanti. Il primo tempo è così scarno di occasioni, nonostante il tandem rossonero dia segno di vitalità.

Nella ripresa però, a causa di un fallo in area di Rijkaard su Klinsmann, l'arbitro assegna un rigore ai tedeschi, e Matthäus non sbaglia. Scorrono i minuti e la qualificazione sembra sempre più in salita per l'Olanda. Ma al 74' Van Basten scappa via in area a Kohler, che non può far altro che stenderlo in area. E' rigore per gli arancioni, che Ronald Koeman non sbaglia, firmando l'1-1.

La partita sembra destinata a trascinarsi fino ai supplementari, quando in zona Cesarini, una prodezza di Van Basten la decide. Wouters si inventa letteralmente un pallone filtrante in area per Van Basten, che si allunga, anticipa l'intervento di Kohler e in scivolata segna il 2-1 che trascina l'Olanda alla finalissima di Monaco di Baviera.

All'Olympiastadion il 25 giugno 1988 va in scena la rivincita della prima partita degli Europei, con l'Olanda che ritrova l'U.R.S.S., precedentemente vittoriosa 1-0. Ma la squadra di Lobanovski, che gioca la quarta finale su 8 edizioni del torneo, arriva all'atto conclusivo stanca e in formazione rimaneggiata.

In difesa mancano infatti i pilastri Bessonov e Kuznetsov e 'Il Colonello' commette l'errore di arretrare nel ruolo di libero il futuro juventino Alejnikov. Il risultato è disastroso, con Gullit e Van Basten che nella metà campo avversaria fanno il bello e il cattivo tempo. Proprio l'uomo dalle lunghe treccine, su mal posizionamento della difesa sovietica, raccoglie una sponda aerea di Van Basten e al 32' schiaccia di testa per l'1-0.

La partita prosegue sul filo dell'equilibrio, quando al minuto 54' il 'Cigno di Utrecht' scrive una pagina indelebile nella storia degli Europei. Muhren, dalla sinistra, crossa lunga sul secondo palo, dove è appostato Van Basten. Tutti pensano a un cross al centro, ma il centravanti con una prodezza da fuoriclasse assoluto, si coordina in maniera perfetta e con una spettacolare e potente conclusione al volo, da posizione molto defilata sulla destra, piega le mani di Dasaev firmando un 2-0 da applausi e chiudendo i suoi personali Europei con il titolo di cannoniere principe a quota 5 reti.

Il 'goal impossibile', come sarà ribattezzato, stronca le gambe ai sovietici, incapaci di reagire. Un episodio potrebbe tuttavia riaprire la sfida, quando Van Breukelen con un'uscita suicida atterra in area Gotsmanov. Per l'arbitro è rigore, ma Belanov, in giornata no, spreca, facendosi parare la conclusione dal portiere avversario.

A far festa al fischio finale è così l'Olanda, che con un gioco spettacolare, un leader assoluto a tutto campo come Ruud Gullit e un campione da sogno come Van Basten, porta in bacheca il suo primo trofeo internazionale della sua storia. Rinus Michels, duro, criticato per le sue scelte a livello tattico e di uomini, risponde con i fatti e porta l'Olanda là dove la generazione dei Cruijff non era arrivata.

Un successo, quello olandese in Germania, che resta sicuramente il punto più alto della carriera di Marco Van Basten (che a fine anno vince il suo 1° Pallone d'Oro) con la Nazionale, nonché fino ad oggi l'unico trionfo internazionale dell'Olanda.