Italia, Conte spazza via le polemiche: "Sono qui per unire, non per dividere"

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Il Ct dell'Italia, Antonio Conte, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Norvegia: "C'è sicuramente emozione, ma domani mi aspetto una buona prova".

Dopo la brillante vittoria nel suo esordio sulla panchina dell'Italia, Antonio Conte attende risposte importanti da parte degli azzurri nel primo confronto verso Euro 2016 ad Oslo contro la Norvegia. L'obiettivo è quello di conquistare i 3 punti nella trasferta scandinava per iniziare nel miglior modo possibile il Gruppo H.

"C'è sicuramente tanta emozione, - ha ammesso il Ct - anche se giovedì ci siamo portati avanti da questo punto di vista. Detto questo c'è da parte mia grande gioia e grande felicità di essere qui. Abbiamo grande voglia di fare bene, i ragazzi sono determinati a fare bene e domani mi aspetto una buona prestazione, al di là di chi giocherà. Formazione? Rientra Gigi, gioca Buffon in porta... Per il resto penso l'abbiate capita...".

"Mi auguro che possiate vedere una squadra con tanto entusiasmo, - ha proseguito il nuovo Ct azzurro - che porti in campo l'orgoglio, ma soprattutto che abbia voglia di vincere". 

Per il Ct la Norvegia sarà un avversario da non prendere sottogamba: "E' una squadra ostica, molto corta e molto attenta alla fase difensiva. - ha sottolineato - E' una squadra da prendere con le molle, in Europa e nel mondo bisogna avere grandissimo rispetto per tutti. Non ci aspettiamo niente di facile. Metteranno in campo agonismo, intensità e voglia di vincere. Dovremo fare molta attenzione".


"Dovremo fare molta attenzione alla Norvegia. E' una squadra da prendere con le molle, e nel mondo bisogna avere grandissimo rispetto per tutti"


Il Ct azzurro ha quindi provveduto a gettare acqua sul fuoco sui casi Lotito e Chiellini emersi nel corso della settimana: "Ho spalle abbastanza larghe visti i miei trascorsi. - ha commentato l'ex allenatore della Juventus - Non le considero nemmeno polemiche. Per quanto riguarda Lotito, mi è stato spiegato che in qualità di consigliere ha tutto il diritto di seguire la Nazionale. Finché non mi dà fastidio dal punto di vista calcistico, va tutto bene (ride, ndr). Ma so che non si permetterebbe mai".

"Chiellini? Ci servirà da esperienza per gestire meglio la situazione la prossima volta. - ha proseguito Conte - Io qui sono per unire e non per dividere. Se vogliamo fare qualcosa di importante è l'unione che fa la forza e non la divisione. Giorgio era infortunato, adesso è tornato alla Juve e va bene così. Non avrebbe comunque giocato. Perché il progetto abbia successo ho bisogno dell'aiuto di tutti, con la Juve non ci saranno problemi. Da parte mia ci sarà sempre un passo avanti nei confronti delle società e degli allenatori".

Negli ultimi giorni Conte ha preso coscienza della differenza fra allenare una squadra di club e una Nazionale: "Nel club riesci quotidianamente ad avere i giocatori sempre a disposizione e trasferisci la tua idea più facilmente. - ha spiegato il tecnico salentino - In Nazionale è un po' più difficile, mi ha facilitato il compito il fatto di avere dei ragazzi che già mi conoscevano. La differenza è che in 9 giorni devi fare il lavoro che di solito fai in un mese".

Quindi sulle idee per limitare l'impiego di giocatori stranieri nel campionato italiano: "Bisogna iniziare a pensare qualcosa di serio e fattibile, - ha detto Conte - perché poi alle parole devono seguire i fatti. L'importante è che si voglia mettere in pratica delle idee. Ci vogliono i fatti dopo le parole".

Sul rapporto con i suoi giocatori, Conte ha assicurato: "Non penso che il rispetto e la credibilità derivino dalle vittorie. Il rispetto me lo devo guadagnare giorno per giorno con il mio lavoro. Puoi fare tantissimo, ma basta un giorno per perdere credibilità".

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"Nel tempo libero ogni giocatore può fare ciò che vuole, perché ho a che fare con degli uomini e non con dei bambini. Anch'io sono stato un giocatore"


Conte prova infine a smentire la nomea di 'duro' che si è creato: "Nel tempo libero ogni giocatore può fare ciò che vuole, perché ho a che fare con degli uomini e non con dei bambini. - ha chiarito il Ct - Anch'io sono stato un giocatore e so che in certe situazioni ci si diverte. E' normale poi che in quell'ora e mezzo di allenamento pretendo il massimo impegno e che si rispettino le regole. Se questo significa essere un duro, allora inizio a preoccuparmi... Non faccio altro che fare quello che i miei allenatori facevano con me: i Mazzone, i Lippi, e non parlo di Trapattoni...".

"Comunque la cosa importante - ha concluso Conte - è l'idea di calcio e mi interessa che questa idea attragga il calciatore".

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